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Published on novembre 2nd, 2018 | by Massimo Campi

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I colori del cavallino rampante

Un cavallino nero su sfondo giallo, ed una macchina da corsa rossa, sono questi i colori abituali dello stemma più famoso al mondo, quello della Ferrari, ma con il progresso le vetture di Maranello si sono tinte di molti colori a fare da sfondo a quello stemma che sa di storia e di gloria. Oltre al rosso ci sono il giallo, il blu, il verde ed il multicolor che imperversa nel motorsport frutto delle moderne strategie di marketing e delle esigenze dei moderni ricchi proprietari delle supercar sempre più potenti ed esclusive.

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Il 10 luglio 1932 compariva lo stemma del cavallino rampante, la storia dello stemma è iniziata quel giorno, anche se il Cavallino è stato donato al futuro Drake di Maranello molto prima. Anno 1923, precisamente il 17 giugno. Il pilota Enzo Ferrari conquista la sua prima vittoria assoluta sul Circuito del Savio con l’Alfa Romeo RL Targa Florio. Tagliato il traguardo, intascato il premio per la vittoria riceve le congratulazioni degli organizzatori, ma alla folla attorno al vincitore si avvicina un distinto signore attratto dalle gesta di quel giovane pilota. Gli chiede gentilmente di parlare, ha qualcosa da dirgli, forse le solite congratulazioni, mentre il meccanico Giulio Ramponi ha fretta “su dai andiamo, dobbiamo andare a casa, è tardi”. Ma Enzo Ferrari per educazione si ferma, il signore è molto distinto, anche solo per una parola di ammirazione sente il dovere di fermarsi. Quell’elegante signore è Enrico Baracca, un conte a cui la Prima Guerra Mondiale aveva dato la gloria ma anche il più grande dolore; suo figlio, Francesco Baracca, era diventato l’eroe dei cieli, celebrato per le sue gesta contro il nemico austriaco, un patriota, perito in battaglia aerea nel 1915 sopra Montello. Di Francesco Baracca e delle sue gesta ne aveva parlato anche il fratello Dino che nelle sue lettere al fronte descriveva le imprese di quell’aviatore che terrorizzava gli austriaci. Trovarsi davanti a quell’uomo per Enzo Ferrari rappresentava un grande onore, il futuro Drake crede nella sua nazione e nelle gesta eroiche di chi l’ha difesa. Nacque subito un sentimento di amicizia ed in seguito fu la signora Paolina Baracca, la madre di Francesco che disse a Enzo “Ferrari metta sulle sue vetture il cavallino rampante di mio figlio, le porterà fortuna!”

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Ferrari era molto sensibile al valore dei simboli, del valore di generare entusiasmi e di trasformarsi in punti di riferimento per la gente comune. Al cavallino rampante aggiunse il fondo giallo, il colore di Modena, ma ci volle del tempo per vedere il cavallino sulle vetture di Ferrari che fece il suo debutto ufficiale nove anni dopo quel fortuito incontro a Spa, in Belgio, in occasione della 24 ore. Era il 10 luglio del 1932 e sul cofano della Alfa Romeo 2.300 MM della Scuderia Ferrari apparve per la prima volta lo scudetto giallo con in cavallino rampante nero. Il nuovo marchio fu voluto da Enzo Ferrari per distinguere le sue macchine da quelle ufficiali del Portello che correvano solo alcune gare, lasciando difendere il marchio alla scuderia modenese nelle rimanenti gare. Da allora il marchio non ha più abbandonato le macchine di Enzo Ferrari, è diventato uno dei più famosi al mondo ed ha portato sicuramente molta fortuna, come presagì ai tempi la madre dell’eroe dell’aria.

Copyright Immagini – Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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