L’ultima vittoria di Ronnie Peterson


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Published on agosto 13th, 2018 | by Massimo Campi

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L’ultima vittoria di Ronnie Peterson – 13 Agosto 1978

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Nel 1978 le nere Lotus erano le vetture da battere: l’ultima trovata geniale di Colin Chapman, l’effetto suolo, dava alla vetture inglesi un vantaggio netto su tutta la concorrenza. La Lotus era partita con l’intento di vincere a mani basse il titolo costruttori ed anche quello piloti, ma le gerarchie in squadra erano ben delineate: Mario Andretti il campione designato ed a Ronnie Peterson il compito di guardia spalle, un ruolo di secondo piano per le doti velocistiche del biondo svedese.

Il 13 agosto si correva in Austria a Zeltweg sui curvoni veloci del tracciato della Stiria.
Ronnie Peterson segnò il tempo migliore nelle prove del venerdì, davanti al compagno di scuderia Mario Andretti, a soli cinque centesimi; terzo Jean-Pierre Jabouille su Renault, seguito dalla Ferrari di Carlos Reutemann, entrambi favoriti, dalle nuove coperture portare dalla Michelin.

La sessione ufficiale del sabato pomeriggio fu alquanto caotica. Iniziò con un quarto d’ora di ritardo e, dopo pochi minuti, venne interrotta in quanto dei paracadutisti erano scesi erroneamente sul tracciato causando grossi problemi per la sicurezza. Subito dopo ci pensò la pioggia a bloccare qualsiasi tentativo di migliorare i tempi con Ronnie Peterson che riuscì a conquistare la sua quattordicesima, e ultima, pole in F1.

La domenica, mezz’ora prima della partenza della gara arrivò nuovamente la pioggia, ma i concorrenti decisero di partire con le slick. Peterson scattò al comando seguito da Reutemann ed Andretti ma dopo tre curve i due uscirono fuori pista in seguito ad un tentativo di sorpasso del pilota della Lotus. L’Italoamericano andò a sbattere contro il rail rovinando la sua Lotus 79.

La pista però presentava dei tratti scivolosi. Nel corso del quarto giro Jody Scheckter uscì dal tracciato e colpì proprio contro la Lotus che Andretti aveva lasciato a bordo pista. Uscirono di pista, dopo poco, anche Nelson Piquet e Didier Pironi, che rischiò di essere centrato da Niki Lauda: anche Reutemann e Patrese non riuscirono a mantenere le loro monoposto in pista.

Al settimo giro la direzione di corsa decise di sospendere la gara per fare sì che le vetture potessero tornare ai box per montare gomme da bagnato. Il regolamento prevedeva questa ipotesi, qualora non fosse stato coperto più di un terzo della distanza prevista.

Dopo un’attesa di circa 50 minuti, la gara riprese con le vetture schierate secondo la classifica al momento della sospensione: primo Peterson davanti a Depailler, John Watson, Laffite, Pironi, Lauda, Hunt e Clay Regazzoni.

Alla ripartenza John Watson restò fermo sulla griglia, provocando così un incidente tra le vetture che sopraggiungevano: Patrese ed Ertl furono costretti al ritiro immediato. Peterson mantenne il comando, seguito da Patrick Depailler e Niki Lauda. La pista era molto bagnata, cosa che favoriva le vetture gommate Michelin, ovvero Ferrari e Renault. In pochi giri Reutemann si trovò secondo, Villeneuve terzo. Alla fine della gara, dopo vari colpi di scena ed un nuovo cambio di gomme con la pista che si stava asciugando, la classifica per somma dei tempi vide la vittoria della Lotus.

Ronnie Peterson conquistò la sua decima, e ultima vittoria, in Formula 1, davanti a Depailler, Villeneuve (al suo primo podio), Emerson Fittipaldi, Jacques Laffite e Vittorio Brambilla sulla Surtees.

Con questo risultato la Lotus si aggiudicò per la settima volta la coppa Costruttori, dopo le vittorie nel 1963, 1965, 1968, 1970, 1972 e 1973.

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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