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Published on aprile 2nd, 2018 | by Massimo Campi

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Tatuus, fabbrica di vetture e di campioni

La Tatuus è uno dei più importati costruttori nel motorsport, dalle officine di Concorezzo sono uscite oltre 1800 vetture e tutti i principali piloti di F.1 hanno guidato una monoposto della fabbrica brianzola.

Nel mercato delle vetture da corsa i costruttori italiani sono tra i più richiesti. Oltre alla Dallara di Varano Melegari c’è la Tatuus di Concorezzo, una fabbrica che sforna le migliori formule addestrative per i giovani piloti. Artico Sandonà è l’ideatore della Tatuus, ha iniziato come appassionato del motorsport a seguire le corse, fino a quando ha provato a correre debuttando in F.Monza all’inizio degli anni ’70. Dall’abitacolo è presto passato a piegare e saldare tubi per costruire la sua prima monoposto e da allora non si è più fermato. Pilota, progettista, team manager, costruttore, ha passato la sua vita tra le vetture da corsa costruendo oltre 1.800 macchine da corsa, collaborando con importanti marchi come Renault, Toyota, Fiat. Con le Tatuus hanno debuttato e corso molti campioni e la maggior parte dei piloti attualmente in Formula Uno sono scesi in pista con una monoposto realizzata a Concorezzo. Siamo andati a visitare questa realtà da corsa italiana, che da anni lavora a livello internazionale, con Artico Sandonà abbiamo fatto una chiacchierata sul mondo attuale del motorsport.

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Come è composta la Tatuus?

Siamo una settantina di persone, tra ufficio tecnico, parte commerciale ed il personale operativo, compreso l’Autotecnica Motori di Casalmaggiore che è di nostra proprietà. La fabbrica si occupa esclusivamente di motori da corsa, indipendentemente dalle vetture che realizziamo a Concorezzo. Attualmente si sta occupando della preparazione e dell’assistenza di tutta la parte meccanica Abarth che equipaggia la F.4, ma lavora anche per Lamborghini, prepara motori per vetture da rally, si occupa di progettazione e di realizzazione di varie parti della componentistica meccanica da corsa. Abbiamo anche la galleria del vento per testare l’aerodinamica delle vetture, costruita dieci anni fa e proviamo i modelli in scala.

La grande espansione della Tatuus arriva con la F.Renault.

Ho iniziato con la F.Monza, ha corso ed ho realizzato F.Panda, Alfa Boxer, F.Fire, ho corso in F.2000, poi ho deciso di smettere con il volante e dedicarti completamente alla realizzazione delle tue vetture. Negli anni ’80 la Tatuus si stava ingrandendo, accanto a me, nella struttura, era entrato Gianfranco de Bellis, anche lui ex pilota di F.Panda, per seguire tutti i vari aspetti commerciali e logistici. Abbiamo gestito il Team di F.3, vincendo anche a Montecarlo con Pacchioni, assieme abbiamo deciso di entrare nel neonato Campionato Europeo di F.Renault, nel 1995 con una nostra vettura e ben presto abbiamo sbaragliato il campo degli avversari. Per la stagione 2000 la Renault scelse di cambiare il motore, dall’otto al 16 valvole con più potenza, ma pensò di cambiare anche strategia passando dal telaio libero al monofornitore per ridurre i prezzi e rendere più economica ed abbordabile la categoria. Dopo il successo della nostra vettura scelse proprio la Tatuus come costruttore per il nuovo regolamento. Serviva una monoposto economica, ma anche performante e sicura, è nata la prima Tatuus in carbonio. Cristian Contzen, Daniel Charles di Renault Sport e Domenico Porfiri di Renault Italia vollero una vettura che doveva costare almeno il 30% in meno rispetto a quella con il telaio libero, con cambio sequenziale manuale e scocca in carbonio omologata. Il prezzo era bassissimo, si parlava di circa 33 mila euro meccanica compresa, quindi tutte le altri parti, tra cui la scocca in carbonio, dovevano costare al massimo la metà,   ma ci assicuravano almeno una ottantina di vetture nei vari campionati ed il loro completo appoggio. Abbiamo scommesso in questa avventura, le prime 100 vetture sarebbero state in perdita, ma alla fine abbiamo costruito ben 930 monoposto per la categoria, a cui vanno sommate altre 130 per la classe inferiore di 1,6 litri.

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Hai fatto anche il Team Manager di F.3, hai visto diverse generazioni di piloti, come è cambiato il rapporto tra i giovani ed il motorsport dagli anni ’70 ad oggi?

Rispetto a quando ho iniziato a frequentare Monza e le corse, vedo che il motorsport desta meno interesse nelle giovani generazioni. Trovo che ci sia meno passione, chi si avvicina spesso lo fa per moda, per farsi vedere da suoi coetanei. Ho visto ragazzini di 15 anni girare con la valigetta, il massaggiatore ed il manager personale. Però i pochi giovani che vanno veramente forte sono sempre quelli con la vera passione, spesso hanno pochi soldi e tanta fame di sport. Ad esempio con le nostre macchine ha corso anche Mick Schumacher, seguito da manager, addetti stampa, esperti di immagine e di marketing. Ha vinto qualche gara con la Prema e budget enormi, ma vedo che si sta perdendo per strada, nella mediocrità di tanti altri piloti come lui, magari senza il suo nome ma solo con budget enormi. Vediamo altri ipotetici fenomeni come Palmer o Sainz, arrivati alla massima formula grazie al nome ed al marketing, ma senza avere dimostrato di meritare pienamente il sedile di una Formula Uno. Unica eccezione tra i figli d’arte è Max Verstappen, sarà il tempo a consacrare la gloria ed a fare uscire i nuovi talenti.

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Sono molti i campioni che hanno corso con una Tatuus.

Tutti i piloti attualmente in F.1 hanno corso e spesso vinto, almeno in una categoria con monoposto Tatuus. Tra i campioni il più famoso è stato sicuramente Michael Schumacher che ha iniziato con la F.Koenigg, poi ricordo Kimi Raikkonen, Robert Kubica, Lewis Hamilton, Sebastian Vettel, Vatteri Bottas, per finire con Max Verstappen. Tra quelli che hanno corso direttamente con il Team Tatuus o con team satelliti come la Cram ho un ricordo particolare di Felipe Massa, Enrique Bernoldi, Tony Kanaan. Tra i fenomeni vorrei ricordare Kimi Raikkonen, lo vidi al debutto con la F.Renault in Inghilterra, era un missile, entrava in curva 30 all’ora più forte di tutto il gruppo ed usciva ancora più veloce, era diverso e fece il salto dalla piccola F.Renault alla F.1. Non è stato certamente per merito della Tatuus che questi ragazzi sono diventati dei campioni, ma il merito è stato del promotore di turno, vedi Renault, che ha scelto Tatuus per costruire una formula propedeutica che fosse formativa e selettiva per i giovani.

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Hai iniziato come pilota, hai maturato una esperienza personale nelle corse. Quali sono le caratteristiche salienti di un giovane pilota per diventare campione tra quelli che hai visto in tutti questi anni di competizioni?

Ho smesso con il volante negli anni ’80, quando ho capito che i giovani andavano più forte di me e gli impegni come Team Manager e costruttore richiedevano sempre più attenzione e tempo da dedicare. Ad un certo punto correvo con l’Alfa Boxer, con la F.2000, ed occasionalmente in F.Panda. Correvo anche per testare le vetture che realizzavo, sia nella F.Panda che nell’Alfa Boxer, mi sono accorto che non riuscivo più a concentrarmi come dovevo, poteva diventare anche pericoloso. In una gara a Monza con la F.Panda, mi sono ritrovato in un gruppo, con tutti che cercavano le scie. Le ruote si sfioravano per pochi centimetri a 200 all’ora, sarebbe bastato un piccolo errore di chi mi stava al fianco per fare un macello, ed intanto stavo anche pensando al team, ai piloti. Improvvisamente mi sono detto “ma chi te la fare?” ho capito in quel momento che era ora di smettere. Ho preso una decisione definitiva, il mio compito sarebbe diventato quello di fare crescere la Tatuus, di fare il costruttore, il team manager, di far fruttare la mia esperienza per far crescere i giovani. Sapere andare veloce in macchina è una componente fondamentale, ma non basta per creare un pilota vincente ed un campione. Ci vogliono tante altre caratteristiche che vanno dal sapere interpretare le situazioni e le gare, il non fare errori e ci vogliono doto di collaudatore per sapere mettere a punto il mezzo in base alle proprie caratteristiche di guida. Ho visto molti giovani andare forte con macchine a punto, ma quando si ritrovano con la macchina da sistemare vanno nel pallone e perdono l’orizzonte tecnico. Molti pensano che basta leggere i dati della telemetria per mettere a punto una vettura ed andare forte, ma se fosse così tutti i piloti andrebbero forte e le macchine sarebbero tutte a punto. Invece le macchine sono guidate dal pilota un essere umano con tutte le sue varianti e le sue sensazioni. I piloti devono ancora sapere interpretare il comportamento della macchina, come i tecnici che li seguono, ci vuole sempre una dose di intuito unita a quella di rischio per sapere andare forte. Con la telemetria ci sono molto più dati per analizzare il comportamento di vettura e pilota ma è ancora l’essere umano che fa la differenza, il campione. La differenza lo fa chi capisce il problema e riesce ad analizzare le sensazioni con le informazioni ed a capire il modo per risolvere il problema. Sono tutte fasi che ho capito con la mie varie esperienze: pilota, meccanico, preparatore, costruttore e nel motorsport ci vuole ancora intelligenza, genialità ed artisticità per emergere.

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Oltre a Renault la Tatuus lavora per altri costruttori come la Toyota e la Fiat-Abarth.

Con il successo della F.Renault la nostra immagine era direttamente collegata alla struttura sportiva del marchio francese, serviva avere una identità nostra, che il nome Tatuus fosse identificato come vero costruttore indipendente capace di realizzare progetti per il motorsport. Grazie al lavoro di De Bellis siamo riusciti ad entrare in contatto con altre grandi aziende per sviluppare i loro progetti. Quando è iniziata la grande crisi economica, nel 2008-2009, che ha coinvolto diversi paesi europei, il mondo del motorsport in alcune nazioni ha visto drasticamente calare i volumi di partecipazione e quindi il lavoro, la Tatuus, essendo molto flessibile è comunque riuscita a lavorare per realtà fuori dall’Europa. La stessa Renault ha cambiato lo staff dirigenziale ed ha deciso di fare realizzare una nuova monoposto da un fornitore francese, e noi ci siamo diretti verso nuovi mercati. È arrivata la Toyota con una monoposto per la Nuova Zelanda, la Fiat con la F.Abarth, la Volkswagen con la F.Master Cinese, da quel momento, siamo dopo il 2010, la Tatuus ha conquistato finalmente quell’immagine di costruttore indipendente ed anche la Renault è tornata come nostro cliente nel 2013. L’attuale F.Renault è nuovamente una Tatuus, ha tutta la stessa meccanica del modello precedente realizzato in Francia, ma con il nostro telaio e l’aerodinamica sviluppata da noi gira mediamente tre secondi più veloce rispetto alla vecchia monoposto.

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Progetti futuri per la Tatuus?

Stiamo progettando la F.3 Regional, abbiamo già un contratto per il campionato asiatico con 28 vetture prenotate. La motorizzazione è Alfa Romeo. La categoria nasce con lo stesso concetto della F.4, con un promotore che sceglie telaio e motorizzazione. L’Autotecnica è già al lavoro per la parte motoristica. Continuiamo con la Renault, stiamo già trattando per la macchina futura. Abbiamo altri progetti a cui stiamo lavorando ed attendiamo sviluppi con le regole attuali del motorsport. La FIA ha fatto delle scelte, la filiera si baserà su quattro tipi di monoposto: F.4, F.3, F.2 ed infine F.1, i piloti per arrivare alla vetta dovranno transitare nei tre campionati inferiori e tutte le altre categorie sono destinate a scomparire o rimanere campionati di secondo piano. La Renault prevede di fare una vettura con le regole tecniche delle F.3, stanno trattando con la FIA per arrivare ad una serie di accordi e rendere validi i campionati per i punteggi FIA. Il progetto per la F.3 FIA è molto impegnativo, una macchina raffinata già prevista con l’Halo come le monoposto superiori, e la Tatuus ha già passato le omologazioni per il nuovo dispositivo realizzato in acciaio. Continuiamo con le monoposto per i vari campionati tra Europa ed America.

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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