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Published on marzo 7th, 2018 | by Massimo Campi

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8 marzo 1953, prende il via il Mondiale sport

Sul tracciato di Sebring si disputa la prima gara del nuovo Campionato Mondiale Sport.

Il Mondiale per vetture sport è nato nel 1953, per volere della Federazione Internazionale con lo scopo di dare un titolo mondiale ai grandi costruttori e di riunire sotto una unica regolamentazione le grandi gare di durata che si correvano con le vetture a ruote coperte. Nel 1953 vengono disputate sette corse, tutte di grande tradizione: 12 ore di Sebring, Mille Miglia, 24 ore di Le Mans, 24 ore di Spa-Francorchamps, 1000 Km del Nurburgring, Tourist Trophy e Carrera Panamericana. I protagonisti della nuova serie mondiale sono la Ferrari, la Jaguar, la Aston Martin e la Lancia, senza dimenticare l’Alfa Romeo che tenta la conquista della Mille Miglia con Fangio.

Si apre il campionato, l’8 marzo sul tracciato statunitense di Sebring, un tracciato ricavato su un aeroporto. Alcuni team europei disertano la gara american, costosa e impegnativa per la trasferta, preferendo dedicare gli sforzi alle gare nel vecchio continente. I vincitori della gara sono John Fitch e Phil Walters su una Cunningham motorizzata Chrysler, che precedono la Aston Martin DB3 di Reg Parnell e George Abecassis e due Jaguar C-Type. La Cunningham C-4R, vettura statunitense creata da Briggs Cunningham, è una sport equipaggiata con il V 8 Chrisler di 5,4 litri di cilindrata. La potenza del motore è di 325 cv a 5.200 giri e la trasmissione  monta un cambio Siata a quattro rapporti.

La Mille Miglia si disputa sul consueto tracciato Brescia-Roma-Brescia. L’edizione del 1953 è una di quelle edizioni epiche: al via della gara partono ben 481 piloti, tra cui tre campioni mondiali: Nino Farina, Juan Manuel Fangio ed Alberto Ascari. L’Alfa Romeo schiera al via la vettura derivata dalla Disco Volante, carrozzata secondo le avanzate teorie dell’Ing. Gioachino Colombo, che monta il 6 cilindri in linea di 3.495 cc. La Lancia mette in campo le nuove berlinette D 20, con il motore di 6 cilindri a V di 60°, con una cilindrata di 2.962 cc, derivate dalla Aurelia GT.  Fino quasi all’arrivo sono le Alfa Romeo a condurre la corsa, ma all’arrivo, dopo varie peripezie, è Giannino Marzotto in coppia con Marco Crosara a tagliare per primo il traguardo di Brescia con la Ferrari 340 MM, precedendo Juan Manuel Fangio e Carlo Crosara con l’Alfa Romeo 6C. Per Gianni Marzotto, uno dei più forti gentleman driver, è la seconda affermazione alla Mille Miglia, la prima l’ha ottenuta nel 1950, sempre con una Ferrari guidando per tutta la gara in giacca e cravatta. Al terzo posto giunge la Lancia D20 di Felice Bonetto e Peruzzi. La sfida tra le case italiane per la conquista della classica maratona nazionale è emozionante: Marzotto vince in 10h37’19”, battendo ogni precedente record e precedendo Fangio di 11 minuti e 44 secondi. Per il campione argentino è la sua prima corsa in Europa dopo l’incidente avvenuto in occasione del G.P. di Monza dell’anno precedente dove si era rotto alcune vertebre ed un dito. Fangio, in coppia con Giulio Sala, un meccanico del reparto sperimentale Alfa Romeo, è in testa alla gara con la “Disco Volante” quando, tra Firenze e Bologna si rompe il telaio vicino alla scatola dello sterzo. La “Disco Volante” riesce a sterzare solo a sinistra, mentre nelle curve a destra tende ad andare dritto. Fangio, ostinato, non si arrende ed in queste condizioni arriva fino a Brescia dietro alla Ferrari vincitrice.

La 24 ore di Le Mans non ha nulla da invidiare alla Mille Miglia come teatro di battaglia. La Ferrari, L’Alfa Romeo e la Lancia schierano i loro squadroni ufficiali. Anche la Fiat prende parte alla gara con la 8V di 2 litri. Le Lancia hanno un motore di 2.663 cc sovralimentato con compressore Roots ed alimentato da due carburatori. Contro le grandi case italiane si schierano le squadre ufficiali di Jaguar, Aston Martin, Bristol, Allard, Cunningham, Gordini, Porsche e varie altre meno note. La battaglia è cruente e le vetture italiane sono tutte costrette al ritiro. Vince la Jaguar C-type di Tony Rolt e Ducanan Hamilton che precede la vettura gemella di Peter Walker e Stirling Moss. Alla Ferrari rimane solo un misero quinto posto con la 340 MM di Paolo e Giannino Marzotto. In compenso la piccola OSCA di 1.100 cc, realizzata dai fratelli Maserati, vince la propria classe. La Jaguar C-type è la prima vettura che vince una gara con i freni a disco, realizzati in collaborazione con la Girling e la Dunlop dopo un meticoloso lavoro di sviluppo. La casa inglese è al suo secondo successo della gara francese, dopo averla già vinta nel 1951 con Walker-Whitehead. L’impegno della casa di Coventry è spesso incentrato solo sulla gara francese, dove porta le sue vetture ufficiali. La C-Type, evoluzione della Xk120, monta un sei cilindri di 3,4 litri.

A Spa-Francorchamps è la Ferrari 340 MM di Nino Farina e Mike Hawthorn a salire sul gradino più alto del podio. Altra vittoria per la vettura del Cavallino Rampante alla 1000 km del Nurburgring pilotata da Alberto Ascari e Nino Farina. Sul difficile tracciato tedesco la Ferrari “375 MM” conduce una lotta, che rimarrà memorabile, contro la Lancia “D 24” di Juan Manuel Fangio. Il Tourist Trophy si disputa sul circuito di Dundrod, a pochi chilometri da Belfast in Irlanda del Nord. Peter Collins e Pat Griffith conquistano la prima vittoria in una gara valida per il mondiale con la Aston Martin DB3S.

La Carrera Panamericana è una grande corsa su strada che si svolge in territorio messicano sul tracciato di 1.954 miglia (circa 3.600 km) tra Tuxia Guiterrez  e Ciudad Juarez. In Messico, la corsa viene disputata dal 1950, ed è stata organizzata per festeggiare il completamento del tratto di una strada che, secondo un accordo del 1924, avrebbe dovuto attraversare tutto il continente americano dall’Alaska alla Terra del fuoco. In Messico, la Lancia scende in grande forza e conquista la sua prima vittoria con la nuova D 24 pilotata da Juan Manuel Fangio, uno dei piloti più esperti di questa massacrante gara. Fangio vince la maratona senza mai ottenere la vittoria in nessuna tappa, ma sfruttando la sua grande intelligenza, l’esperienza su queste strade ed impostando la gara sulla massima regolarità. Il campione argentino corre in coppia con Bronzoni, un meccanico pronto ad accorrere in caso di avaria. La vittoria della Lancia è però funestata dalla morte di Felice Bonetto uscito fuori strada a Leon con la sua D24.

La lotta per il titolo vede in lizza la Lancia, con la D 20 e successivamente con la D 23 e la D 24, entrambe spider (3,3 litri, 265 cv), la Ferrari con le barchette 250 MM e 340 MM, la Jaguar con la C-Type e la Aston Martin. Prevale la Ferrari con 27 punti validi, in realtà conquista 30 punti ma sono validi solo i quattro migliori risultati. La Jaguar conquista la piazza d’onore seguita dalla Aston Martin e dalla Lancia. Per la Ferrari è un importante successo. Nel 1947, dai cancelli di Maranello esce la 125S, la prima vettura marchiata Ferrari. Il 25 maggio Franco Cortese ottiene con quella vettura la prima vittoria per la Ferrari e da quella data le vetture della scuderia di Maranello sono spesso sul gradino più alto del podio. Nel 1952 Alberto Ascari vince con la Ferrari 500 il suo primo titolo mondiale di F.1 e le Ferrari granturismo diventano le vetture sportive per eccellenza, le più ambite dalla nobiltà e dalla nuova borghesia. Con la vittoria del primo titolo mondiale a ruote coperte, accompagnato del secondo titolo mondiale di Ascari in F.1. Ferrari afferma sempre più la propria immagine e si prepara ad una grande ascesa come costruttore. A questo primo titolo mondiale per vetture Sport ne seguiranno molti altri e per la Ferrari la categoria rappresenterà un importante veicolo commerciale presso i clienti sportivi.

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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