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Published on febbraio 9th, 2018 | by Massimo Campi

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1923, Milano capitale dell’auto

Agli inizi del secolo scorso Milano diventa il riferimento per il mondo dell’automobile.

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All’inizio del 1900 il mondo dell’automobile è in fermento, in piena espansione e l’industria si sviluppa nell’asse tra Torino e Milano. I costruttori cercano nuovi spazi per esporre le loro creazioni, e la prima mostra nella capitale lombarda risale al 1901 ai Giardini Pubblici, di fronte alla Villa Reale. Le poche automobili, più carrozze a motore, sono raccolte in uno stand espositivo creato da Giuseppe Ricordi (quello delle edizioni musicali) nella mostra dedicata all’allevamento ed allo sport.

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Nel 1906 Milano ospita la Grande Esposizione Internazionale negli spazi verdi dietro al Castello Sforzesco e le case costruttrici accorrono per reclamizzare i loro prodotti negli stand allestiti appositamente. Ma l’avvenimento rimane isolato, nel 1908, fino al primo conflitto mondiale, l’esposizione delle automobili si trasferisce a Torino. Bisogna aspettare il 1920, quando a Milano sorge la prima Fiera Campionaria ed il salone dell’automobile ritorna a Milano. I motivi sono molteplici, nella città lombarda ci sono ben 22 fabbriche che si occupano di automobili ed una trentina i carrozzieri, inoltre Milano è la capitale dell’industria italiana e la nuova ricca borghesia è la principale acquirente dei nuovi mezzi di locomozione. È nel 1923, quando nasce la nuova Fiera Campionaria nella nuova prestigiosa sede della ex Piazza d’Armi, che il Salone dell’Automobile viene ospitato nel Palazzo dello Sport, che viene costruito a tempo di record in soli 140 giorni proprio per ospitare l’esposizione degli autoveicoli, nuovo traino dell’economia italiana.

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A Milano l’industria automobilistica ha una grande importanza, con importanti costruttori, artigiani, e carrozzieri. Il primo costruttore del nuovo mezzo di locomozione risale alla fine del secolo precedente quando Augusto Stucchi, rampollo di una agiata famiglia monzese, ed il marchese Giulio Prinetti fondano nel 1973 una fabbrica di turaccioli di sughero in via Tortona 11. Ben presto passano dai turaccioli ai velocipedi nella nuova sede di via Savona e la Prinetti & Stucchi inizia ad applicare i primi motori De Dion Bouton alle loro creazioni. Nel 1908 scompare Prinetti, seguito dopo poco da Stucchi e la società viene definitivamente chiusa nel 1929. Nella officina c’è un giovane entusiasta apprendista, Ettore Bugatti, il padre è amico di Prinetti e Stucchi, e con la tecnologia acquisita, nel 1899, a 18 anni, realizza la sua prima vettura nella casa di famiglia in via Marcona 13. Nel 1901 presenta la vettura, realizzata su una base Prinetti & Stucchi, alla Mostra dello Sport di Milano, si aggiudica la Coppa della Città, una medaglia speciale dell’Automobile Club di Francia ed un ingaggio dalla De Dietrich e C, una industria meccanica alsaziana dove inizierà la sua grande carriera che lo porterà a fondare la Bugatti, a Molsheim nel 1909.

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Edoardo Bianchi apre un negozio di biciclette in via Bertani, lanciando un nuovo modello rivoluzionario con i pneumatici da poco inventati dalla Dunlop inglese. Nel 1890 apre il suo stabilimento in via Borghetto dove fa i primi esperimenti applicando il motore alle bicilette. La prima moto compare nel 1897, la Bianchi cambia nuovamente sede, passando prima in via Nino Bixio per poi spostarsi nella nuova area di Viale Abruzzi dove rimarrà fino alla chiusura nel 1957 per poi creare l’Autobianchi a Desio. La prima vettura costruita dalla Bianchi compare alla Mostra Internazionale del 1901, e nel 1912 Edoardo Bianchi viene nominato Cavaliere del Lavoro per la brillante attività nel settore dei trasporti, tra biciclette, moto ed automobili.

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Le più lussuose ed imponenti automobili al mondo escono dallo stabilimento di via Monte Rosa 79, sono le Isotta Fraschini. La casa automobilistica nasce a Milano il 27 gennaio del 1900 da una serie di matrimoni intrecciati tra le famiglie Isotta, Fraschini e Bianchi Anderloni. Cesare Isotta e Vincenzo Fraschini sono due gentleman innamorati dell’automobile. Sono le competizioni a procurare notorietà alla fabbrica, con le prime vittorie alla Targa Florio ed a molte altre competizioni dell’epoca, mentre la lussuosa “Tipo B” rende mondiale lo stile della Isotta Fraschini. Ambasciatore mondano e valoroso pilota è l’avvocato milanese Carlo Felice Bianchi Anderloni, il futuro creatore della Carrozzeria Touring Superleggera.

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Le più belle Isotta Fraschini vengono carrozzate da Cesare Sala, un carrozziere già molto conosciuto in Europa per l’eleganza delle sua carrozze, tanto da avere realizzato nel 1878 una carrozza speciale per la famiglia Reale Italiana. Nel 1905 Sala fonda in Corso Sempione 45 la “Carrozzeria Italiana” su un’area di 11.000 metri quadrati dove produce carrozzerie e ruote per le maggiori industrie automobilistiche dell’epoca. Tra le sue realizzazioni la famosa “Palombella” su base Fiat del 1906 per la Regina Margherita e la “Roi de Belges”

Carlo Castagna entra come garzone di bottega nella fabbrica di Paolo  Mainetti che produceva vetture a cavalli. Percorre tutti i gradini della carriera fino a diventare direttore della ditta ed infine, nel 1894 rileva l’azienda di via San Celso ribattezandola “Carrozzerie Carlo Castagna & C”. Con l’avvento dei mezzi a motori non fa trovare impreparato ed i più importanti milanesi affidano alle sue mani i telai delle vetture per essere carrozzati. L’azienda si sposta in via Montevideo, la Regina Margherita si avvale spesso dello “Sparviero” realizzato da Castagna su meccanica Fiat e d’Annunzio gira nel 1914 con la sua Isotta Fraschini carrozzata da Castagna e dedica a Ercole Castagna, subentrato al padre, una foto con la scritta “a Ercole Castagna che magistralmente da l’eleganza alla velocità”. Nel 1929 Castagna è al salone di New York dove ottiene importanti commesse dall’industria americana, in particolare dalla Duesemberg. I successi nei concorsi di eleganza degli anni ’30 portano la Carrozzeria Castagna alla fama mondiale, ma i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale infliggono un colpo decisivo all’azienda milanese.

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Nel 1909 un gruppo di imprenditori lombardi rileva la Società Italiana Automobili Darracq, una società in via di fallimento che produceva vetture su licenza del costruttore francese. La fabbrica è costruita sulla Strada al Portello n°47 e la nuova società prende il nome di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, abbreviato con l’acronimo A.L.F.A. Gli affari continuano ad andare male, si prospetta ben presto un altro fallimento, interviene una banca locale che convince l’Ingegnere Nicola Romeo ad entrare come azionista nella fabbrica. Romeo è un imprenditore napoletano che ha fatto fortuna con l’importazione di compressori e materiale ferroviario, ha vinto una grosso commessa per l’esercito e le forniture belliche, ma ha bisogno di macchinari e mano d’opera specializzata per la produzione e l’A.L.F.A. è la ditta che può servire allo scopo. I macchinari del Portello producono materiale bellico per l’esercito impegnato nel primo conflitto mondiale, ma dopo la guerra Nicola Romeo incarica il direttore tecnico Giuseppe Merosi di riprendere la produzione automobilistica e cambia il nome della ditta in Alfa Romeo.

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Nascono le prime RL, l’Alfa Romeo vince le gare con gli assi dell’epoca: Campari, Ascari, Brilli Peri, Enzo Ferrari, poi arriva a Milano il mago dei progettisti, Vittorio Jano e nasce la P2. Nel 1925 l’Alfa Romeo vince il primo Campionato del Mondo, lo stemma disegnato da Giuseppe Merosi con la croce rossa ed il biscione visconteo, viene circondato dalla corona di alloro per festeggiare l’ambito premio.

All’inizio degli anni ’20 in viale Brianza ci sono diverse industrie metalmeccaniche. Al numero 10 nasce la Carrozzeria Ugo Zagato con l’aiuto del senatore Aldo Finzi, acclamato eroe aeronautico della Prima Guerra Mondiale. Ugo Zagato è un artigiano con esperienza nel campo dell’aeronautica e nella nuova impresa mette a frutto la tecnologia acquisita con gli aerei. L’Alfa Romeo affida a Zagato la carrozzeria dei suoi primi bolidi che vincono la più importanti gare europee. Nel 1928, con Vittorio Jano per la parte meccanica, realizza l’Alfa Romeo 6C 1500 Sport che vince la seconda Mille Miglia con Giuseppe Campari ed Ugo Ramponi. Da quel modello discenderà la 6C 1750 Sport che continuerà a vincere con Tazio Nuvolari e Giambattista Giudotti.

Il 26 febbraio del 1922, Vicenzo Lancia e Felice Nazzaro tracciano il primo solco di quello che diventerà uno dei più famosi autodromi al mondo nel Parco della Villa Reale di Monza. Il 20 di agosto dello stesso anno le prime auto da corsa sfrecciano sul nuovo tracciato con la disputa delle prime gare. Da allora l’Autodromo Nazionale di Monza diventerà la pista di riferimento per i bolidi da corsa ed ancora oggi è uno dei più famosi e veloci tracciati al mondo.

 

 

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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