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Published on ottobre 30th, 2017 | by Massimo Campi

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Renzo Santandrea dalla F.875 Monza alla F.Panda

Santandrea, tante formula costruite ed un solo campionato vinto con Maccarone.

Tra i piccoli costruttori che si sono dedicati alla F.875 Monza c’è stato Lorenzo, “Renzo” Santandrea. Appassionato di corse e di auto, con una piccola officina meccanica, ha una storia come parecchi altri di questo piccolo mondo che sono riusciti a dare sfogo alla loro sogno. Ma Santandrea, ben presto ha capito che poteva diventare la sua professione, dopo i primi tentativi ha realizzato una monoposto a motore centrale che ha rappresentato una delle migliori evoluzioni di questa formula nell’ultima parte della sua storia. Ben 45 sono state le monoposto uscite dalla piccola officina di Santandrea, tante vittorie con Chiriotti, Madonnini, Quartero, Pippo Bianchi ma un solo campionato vinto, nel 1980 con Salvatore Maccarone, un pilota su cui nessuno avrebbe scommesso una lira, a parte Santandrea che ha proprio scommesso di lui. Tra quelle mura hanno anche appreso i primi insegnamenti diversi giovani che si volevano avvicinare a questo mondo. Due di loro partendo dalla costruzione delle piccole formule e dalla preparazione dei motori sono riusciti a trasformare la passione in professione arrivando a vertici del motorsport come Paolo Guerci e Massimo Pollini.

Renzo Santandrea è stato anche il costruttore che ha creato le basi per la F.Panda, la prima discendente della 875 Monza. L’abbiamo incontrato nel 1994, aveva già abbandonato il mondo delle corse ma aveva ancora tanti ricordi di quel particolare periodo della sua vita. È scomparso dieci anni fa, nel mese di ottobre del 2007, lo ricordiamo con questa vecchia intervista del 1994.

Santandrea con Renzo Togna ed Alberto Angeletti

Quando hai iniziato a costruire vetture di F.Monza?

“La prima monoposto l’ho costruita nel 1966, appassionato di corse e di meccanica, era per Federico Fantoni, un giovane che poi è diventato medico. Con quella vettura ho anche fatto il suo debutto e la sua prima vittoria Carlo Chiriotti, un pilota a cui devo molte mie affermazioni. Nel 1970 avevo 43 anni, un sera ero a cena con mia moglie e le dissi che volevo anche fare il pilota, mi dette del matto ma poco dopo mi misi tuta e casco ed andai in pista per la mia prima gara. Fu un festival di testacoda in prova, ma mi sono divertito tanto e sono anche riuscito ad arrivare quinto. Ho continuato a correre per un paio di stagioni, poi ho scelto di fare il costruttore, per entrambe le cose non c’era più tempo. Le prime macchine avevano il motore a sbalzo, architettura tradizionale per una “petarella” come simpaticamente chiamavamo le piccole F.Monza. In mio aiuto c’era Paolo Guerci, collaborava alla costruzione dei telai e preparava i motori, un tecnico che ha saputo dimostrare le sue doti arrivando fino alla F.1. Nel 1978 ho iniziato a costruire le vetture a motore centrale, ed è stata la vettura che più ho prodotto nella serie. Molti piloti hanno corso con questa monoposto anche se ha vinto un solo campionato, nel 1980 con Salvatore Maccarone.”

la prima Santadrea F.Monza - pilota A.Molli

La prima Santandrea – pilota Alessandro Molli

Nessuno a parte Santandrea aveva creduto in Maccarone, come è nata questa intesa?

“Salvatore era un pilota bravo e veloce, preparava la sua monoposto in una piccola officina in Bovisa, correva facendo enormi sacrifici, riusciva a mettere a punto la sua vettura con due chiavi ed un cacciavite. Era sempre trasandato, e senza nessun mezzo a disposizione non poteva andare certo lontano, ma io avevo capito che era un potenziale vincente. Durante una giornata di test invernali lo incontro nei box, aveva finito i soldi che possedeva e non riusciva più a correre. Gli offrii un posto nel mio team, gratis, a patto che si presentasse lavato, sbarbato e vestito bene ad ogni gara. Salvatore non ci voleva credere, era sempre deriso, ma accettò subito la mia proposta. Lo misi in macchina, andava forte, era la novità di tutto l’ambiente per il 1980, la mia scommessa personale. La prima gara della stagione era il Trofeo Sachs, Macarrone si presentò al via con una tuta nuova, sbarbato e lavato a dovere con la mia macchina nuova. Vinse Schiatti, ma Salvatore arrivò secondo, e si rese conto che poteva essere un pilota vincente iniziando la sua trasformazione. Vinse gare, vinse il campionato, non ebbe nessun incidente ed ebbe il suo meritato successo. Era uno degli ultimi che era riuscito a vincere, a conquistare il suo sogno, ed io fui immensamente contento di tutto questo, di avere vinto con un uomo in cui nessuno credeva.”

Carlo Chiriotti

Carlo Chiriotti

Tanti giovani piloti hanno debuttato con le tue monoposto

“Ho fatto debuttare ed hanno corso per me molti piloti: Vigezzi, Canale, De Pace, Cini, Canale, Bisconcini, Ongari, “Gonzales” al secolo Roberto Mordina, Egidio Madonnini, ma i piloti più veloci, a parte Maccarone, sono stati Carlo Chiriotti ed Adriano Quartero. Entrambi provenivano dalla zona di Casale Monferrato, Chiriotti era forte, ma non è riuscito a concretizzare le sua potenzialità, mentre Quartero ha vinto in seguito con la F.Panda dimostrando di essere un pilota veloce ed efficace.”

Sei stato uno dei protagonisti degli anni ‘70

“L’ambiente delle corse minori, negli anni ‘60 e ‘70 era anche molto folcloristico. Le macchine venivano trainate per strada per arrivare in autodromo, o caricate con mezzi di fortuna su qualche macchina per il trasporto. Guido Forti caricava la sua F.Monza sul portapacchi di una 600 multipla ed arriva a Monza con quella, ma quella esperienza e la grande passione lo ha portato a diventare un Team Manager di successo, vincendo titoli in F.3 ed arrivando fino alla F.1.”

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Adriano Quartero

Oltre ai piloti hai fatto scuola a giovani meccanici.

“La mia officina è sempre stata un rifugio per i giovani che volevano imparare il mestiere di tecnico nel mondo delle corse. Paolino Guerci è stato con me cinque anni. Aveva iniziato ad occuparsi di preparazioni con Repetto, poi è venuto a collaborare con me ed i motori con cui ha vinto Maccarone sono stati realizzati da lui. In seguito ha seguito Guido Forti, ha conquistato titoli in F.3 ed è arrivato fino alla F.1. Angelo Lucchini, Miro Bellesia, Gianfranco De Laurentiis sono stati tutti miei collaboratori ed hanno dato vita a piccole squadre correndo spesso con mie vetture. Ho visto crescere Massimo Pollini, veniva nella mia officina che era un giovane con tanta voglia e passione per il mondo delle corse. Ha imparato nella mia officina i primi rudimenti, la sua carriera come tecnico e Team Manager è di esempio per molti giovani. Con un suo team di F.3 ha lanciato a fatto vincere diversi giovani ed è anche diventato costruttore di F.Fire con la sua Ombra, una delle vetture più belle di questa formula.”

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Massimo Pollini con la sua Santandrea

Dopo la F.875 Monza è stata la volta della F.Panda e Santandrea è stato uno dei protagonisti della svolta tecnica.

“Sono stato il primo a costruire una F.Panda. avevo capito che il ciclo della F.875 Monza stava per finire, serviva una evoluzione tecnica e Romolo Tavoni spingeva in quella direzione. Parlai con Galmanini, il commissario tecnico che curava la categoria, ed iniziammo un discorso tecnico che portò alla realizzazione della prima vettura, sempre con un occhio vigile ai costi ed alla semplicità nella realizzazione e nella gestione. La scelta cadde sul gruppo motore cambio della Fiat Panda, e nel giugno del 1982 la vettura era pronta, la misi su un carrello la presentai a Galmanini che approvò la realizzazione ed il 13 agosto del 1982 iniziai i test a Varano Melegari con Quartero e Madonnini. In seguito venne stilato il regolamento e nel 1983 è iniziata la storia della F.Panda. ma ci fu anche una specie di spy story: un amico giornalista, Alberto Gimmelli, transitava per puro caso sull’autostrada verso Varano, riconobbe la mia macchina con il carrello e si fermo a prendere un caffè con noi. La monoposto era sul carrello coperta, scattò due foto e le inviò al settimanale Rombo che pubblicò le foto di una strana monoposto in prova. Si scatenò tutta la stampa attorno alla mia realizzazione, fu anche divertente anche se mi accusarono di avere costretto a fare i regolamenti in funzione della mia vettura, che sarebbe stata ovviamente favorita in campionato, anche se non successe!.”

Hai anche realizzato delle vetture per impieghi particolari, poi sei sparito dal mondo delle corse.

“Ho realizzato anche vetture per impieghi piuttosto strani, modificando delle F.Monza per Mario Bettoschi, un torinese che le utilizzava in un luna park per il giro della morte. Sono state fatte cinque esemplari, in seguito sono finite nei circhi dell’Est Europa, due in Russia e le altre in Ungheria. Un bel giorno, come avevo iniziato ho deciso di smettere, ho scelto di dire basta a quel mondo che non mi apparteneva più. Era il 1987, ho venduto l’officina e mi sono messo a fare l’orto, a coltivare pomodori ed a portare a spasso i miei cani.”

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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