Storia

Published on Gennaio 12th, 2017 | by Massimo Campi

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Mauro Forghieri e Ron Tauranac, geni della progettazione

Ron Tauranac e Mauro Forghieri, due grandi progettisti del motorsport sono nati lo stesso giorno, il 13 gennaio

Due personaggi, indubbiamente due grandi progettisti, uno australiano, l’altro modenese, apparentemente senza niente in comune hanno in comune il giorno di nascita, il 13 gennaio, anche se la loro età anagrafica vanta ben 10 anni di differenza. Due scuole dei pensiero differenti, anche due carriere molto diverse, ma i due si sono trovati, per un periodo negli anni ‘60 avversari in pista quando le rosse vetture del cavallino rampante lottavano contro le Brabham che vincevano i campionati.

Ron Tauranac, il socio di Jack Brabham

Ronald Sidney Tauranac nasce a Gillingham, in Australia, il 13 gennaio 1925 ed inizia a realizzare le prime vetture da competizione nel 1946 assieme al fratello Austin Lewis, chiamandole Ralt dalle loro iniziali. Nelle gare del lontano continente australe fanno presto conoscenza del giovane Jack Brabham, tra i due è subito intesa, condividono le stesse idee sulle soluzioni meccaniche delle monoposto da corsa.

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Dopo avere vinto due mondiali con la Cooper, Jack Brabham vuole realizzare il suo vecchio sogno di diventare costruttore e Team Manager, Tauranac è il tecnico giusto come spalla, uniscono le loro forze e nel 1962 fondano la Motor Racing Development nel Surrey, con l’obbiettivo di realizzare monoposto da competizione. Iniziano con le piccole F.Junior, le vetture si chiameranno Brabham, il nome del due volte campione mondiale è una buona garanzia di vendita, e soprattutto alcuni giornalisti fecero notare ai due che la pronuncia MRD in francese non era una buona pubblicità, ma le sigle che identificheranno le vetture saranno sempre contraddistinte dalla sigla “BT” ovvero Brabham-Tauranac.

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La filosofia progettuale del duo australiano è semplice, vetture solide, facili da mettere a punto, veloci ed ottime per essere utilizzate dai numerosi clienti sportivi che spesso le preferiscono alle fragili Lotus di Colin Chapman. Le formule minori sono il terreno di conquista delle piccole Brabham e ben presto le vetture progettate da Ron Tauranac invadono il mercato vincendo campionati a ripetizione. Formula Tre, Formula Due ed infine Formula Uno con la Brabham BT19 che conquista l’alloro mondiale. È il 1966, il primo anno delle Formula Uno di tre litri di cilindrata. La Brabham Racing Organisation, la squadra corse ufficiale che fa correre le vetture realizzate dalla Brabham. Schiera al via Jack BrabhamDenny Hulme e Chris Irwin. La BT19 era una vettura compatta e sfruttava le gomme della Goodyear che si rivelarono molto efficienti sia sull’asciutto che sul bagnato. Il motore era il V8 realizzato dall’australiana Repco partendo dal monoblocco in alluminio derivato dalla produzione di serie della Oldsmobile, Brabham vince in Francia, Gran Bretagna, Olanda e Germania, conquistando in questo modo il suo terzo titolo iridato. Grazie anche a diversi piazzamenti da parte degli altri piloti del team, la Brabham Racing Organisation ottenne il titolo costruttori. Alla fine del 1970 Jack Brabham si ritira dal mondo delle corse, cede attività e team a Ron Tauranac che rivenderà il tutto dopo due anni a Bernie Ecclestone. Prima di ritornare in Australia Tauranac progetta la Trojian F.5000 che diventerà in seguito una vettura di F.1 con Frank Williams. Tauranac però è un uomo che non riesce a stare fermo, la dorata pensione dura solo due anni, il tempo per rimettersi al lavoro e rifondare una factory tutta sua, rispolverando il vecchio nome Ralt. Torna in Inghilterra, e nel 1974 inizia a realizzare vetture per i clienti. Formula Tre, Formula Due e Formula Atlantic sono i suoi terreni di conquista. Il primo titolo Europeo di F.3 arriva nel 1976 con Larry Perkins, seguono una serie di titoli tra cui tre titoli europei di F.2 tra il 1981 ed il 1985 per poi continuare in F.3000. Nel 1988 Ron Tauranac cedette la Ralt alla March e si ritirò definitivamente. Oggi, nonostante il superamento delle 90 primavere, collabora ancora con tanti restauratori che vogliono riportare in vita le Ralt.

Forghieri, l’ingegnere scelto da Enzo Ferrari

Mauro Forghieri è stato “la Ferrari” per oltre 20 anni progettando alcune tra le vetture simbolo della scuderia di Maranello. Nato a Modena il 13 gennaio del 1935, figlio di Reclus Forghieri, un meccanico della squadra corse che lavorava nell’officina di Maranello, Mauro Forghieri entra in Ferrari dopo la Laurea in Ingegneria nel 1960. Alla fine del 1961, dopo il licenziamento degli otto principali dirigenti, si ritrova improvvisamente nel ruolo di responsabile tecnico della Ferrari. Il Drake fece una mossa imprevedibile e fulminea, affidando il reparto corse a Forghieri, soli 27 anni e fresco di laurea: “Quando me lo comunicò, gli confessai che avevo paura. Ferrari mi disse semplicemente: non devi temere nulla, alle tue spalle ci sono io. Da lui ho imparato che non bisogna mai dichiararsi sconfitti, tanto meno prima di cominciare”.

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Da questo momento inizia la grande carriera del genio “furia” Forghieri, così soprannominato per il suo carattere spesso focoso e mai incline ai compromessi. L’elenco delle vetture che ha progettato, dal 1962 al 1984 è impressionante, si parte dalle modifiche alla 250GTO, passando per le più importanti sport prototipo nell’era della sfida Ferrari-Ford, come la 330P3 e la P4, per finire con la 512 e la 312P. In Formula Uno,  Forghieri è stato uno dei principali protagonisti: ha riportato la Ferrari al titolo mondiale con John Surtees nel 1964, poi ha introdotto per primo gli alettoni a Spa nel 1968. I motori che ha progettato hanno fatto epoca, partendo dal 12 cilindri boxer della 312B del 1970, per arrivare fino al V6 della 126 turbo degli anni ’80. Sotto la sua guida tecnica  la Ferrari ha vinto complessivamente sei titoli Mondiali Marche sport prototipi, 54 Gran Premi iridati, 7 titoli mondiali costruttori e quattro titoli mondiali piloti con Surtees, Lauda e Scheckter, una Titolo Europeo della Montagna, un palmares che collocano Forghieri tra i più grandi progettisti di tutto il motorsport. Dopo la Ferrari, Forghieri, non pago, va a dirigere la Lamborghini di F.1, poi lo ritroviamo nella nuova Bugatti ed infine fonda con Franco Antoniazzi e a Sergio Lugli, la Oral Engineering Group, una società di progettazione meccanica di cui segue a tutt’oggi le attività.

Mauro Forghieri e Ron Tauranac hanno segnato in modo indelebile lo sviluppo della tecnologia da corsa. Il genio italiano è stato quello che ha contribuito a creare il mito Ferrari nelle corse, ha saputo creare vetture vincenti anche quando i mezzi a Maranello erano scarsi e si dovevano fare i salti mortali per quadrare i conti senza rinunciare alle innovazioni. Anche Tauranac con la sua concretezza ha saputo sviluppare grandi vetture, soprattutto nelle formule minori. Dopo il successo delle Brabham, la sua Ralt RT3 è stata sicuramente la miglior monoposto di F.3 ad effetto suolo ed ha contribuito a lanciare piloti del calibro di Ayrton Senna. In totale sono state realizzate dalla factory inglese oltre 1.000 monoposto, a dimostrazione delle validità delle idee e del grande lavoro di Ron Tauranac.

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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