Storia

Published on Marzo 14th, 2016 | by Massimo Campi

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John Surtees: il ritorno del figlio del vento

John Surtees ritorna al volante di una monoposto dopo l’incidente del 1965

Sono passati ben sette mesi da quando John Surtees non prende in mano un volante di una macchina da corsa, è il 15 marzo del 1966 ed il campione del mondo 1964 ritorna finalmente in pista, a Modena, per saggiare il comportamento della Ferrari di 2,4 litri, ma soprattutto per capire se è ancora in grado di pilotare una monoposto in pista.

Bisogna fare un altro salto nel tempo per capire la situazione a venerdì 23 settembre 1965 quando il figlio del vento esce rovinosamente di strada sul tracciato di Mosport Park in Canada. È al volante di una Lola T70, motore Chevrolet, “cilindri grossi come fiaschi” quando la macchina costruita da suo amico Erick Broadley perde la ruota anteriore sinistra in una curva a 140 km/h. La macchina è impazzita, esce di pista si capovolge, Surtees viene schiacciato nell’abitacolo. Quando arrivano i soccorsi estraggono a fatica il pilota, le condizioni sono disperate, lo danno già per spacciato. Ricoverato d’urgenza nell’ospedale Surtees subisce diversi interventi, se la cava ma la ripresa è lunga, molti dubitano che potrà tornare al volante di una macchina da corsa, forse ci vorrà almeno un anno. Dopo l’incidente Enzo Ferrari sostituisce l’asso inglese nelle ultime due gare, il 3 ottobre a Watkins Glen ed il 24 ottobre in Messico con Pedro Rodriguez.

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Dopo un mese di ospedale, John Surtees rientra nella sua casa in Inghilterra, i medici gli prescrivono un riposo assoluto, ma a inizio 1966 sogna già di rientrare in pista per provare la nuova Ferrari 3 litri, la 312 progettata da Mauro Forghieri, la monoposto pronta alla sfida delle nuove vetture di tre litri di cilindrata. Il recupero del fisico va oltre le aspettative, Surtees è pronto a ritornare in pista, ed a metà marzo ritorna a Modena, per riprendere confidenza con i meccanici, i tecnici, gli amici della Ferrari, ma soprattutto con l’abitacolo delle macchine da corsa dopo sette mesi di travagli fisici.

15 marzo 1966, Modena, la  vettura è pronta per il figlio del vento

Giulio Borsari, il capo meccanico è già pronto ai box del circuito e scalda il motore della monoposto, ma non è la nuova 312, ma la 246 con il sei cilindri di 2,4 litri. Surtees indossa la tuta Dunlop, il suo casco bianco con la striscia azzurra, mette in moto e parte. Il ritmo sale, il campione ha ritrovato la sua solita grinta, percorre ottanta giri, il figlio del vento è pronto per le gare!

Tra Surtees ed Enzo Ferrari si è rotto qualcosa, il Drake non ha molto digerito che il suo campione corra abitualmente con le vetture della concorrenza, dei “garagisti inglesi”. Era già famoso con i suoi titoli mondiali a due ruote, con quello conquistato anche sulle quattro è diventato una vera star, offusca anche l’immagine del Cavallino, delle sue vetture.

Surtees continua i test, i tempi sul giro sono da record, un mese dopo “Big John” torna in gara alla Mille Chilometri di Monza con la Ferrari 330 P3 in coppia con Mike Parkes. Una gara difficile, ma il figlio del vento sale sul gradino più alto del podio dimostrando ancora una volta che è il grande campione di sempre. Dopo una settimana, il 1°maggio si cala nell’abitacolo della 312 di Formula Uno, a Siracusa, gara fuori campionato. Vince nuovamente, davanti a Lorenzo Bandini con la 246 a sei cilindri.

Montecarlo, 22 maggio 1966, prima gara mondiale della stagione. Big John è pronto alla sfida, parte come un missile con la 312, domina nei primi giri, poi deve dire addio alla gara, al 16° giro con la trasmissione a pezzi mentre vince Stewart e Bandini è secondo con la 246.  Si rifarà il 12 giugno tra le colline delle Ardenne.

29th May 1966: British racing driver John Surtees wins the 1966 Belgian Grand Prix in his works-entered V12 Ferrari. (Photo by Victor Blackman/Express/Getty Images)

Spa Francorchamps, John Surtees taglia il traguardo per primo dopo 28 giri di gara, distaccando la Cooper-Maserati di Jochen Rindt di ben 42 secondi. Terzo è il fido Bandini con la 246 di 2,4 litri. Ma la storia tra Big John ed Enzo Ferrari è giunta all’epilogo. Presto arriva il divorzio, clamoroso, con tutta la stampa ed i tifosi che si chiedono i perché di questa rottura. Il tre luglio a Reims il figlio del vento è al volante della Cooper T81 Maserati, secondo in griglia di partenza, solo cinque giri in gara prima che la pompa della benzina smettesse di funzionare, mentre Mike Parkes, che ha ereditato l’abitacolo della sua ex 312 sale sul secondo gradino del podio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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