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Published on novembre 9th, 2015 | by Massimo Campi

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Alfa Romeo campione del mondo 1975

Con la 33TT12 la casa milanese vince il titolo mondiale marche

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A metà degli anni ’70 i prototipi di tre litri continuano a darsi battaglia nel mondiale dedicato alle gare di durata, anche se la Formula Uno si espande sempre più offuscando l’immagine delle vetture a ruote coperte. La sfida è tutta tra Francia e Italia con Renault contro Alfa Romeo e la Porsche a fare da spalla con le vecchie 908. La tecnologia motoristica è all’avanguardia, inizia proprio nelle ruote coperte la sfida tra motori aspirati e motori sovralimentati che porterà i turbo a rivoluzionare il mondo del motorsport e delle vetture di serie.

Arriva la Renault con il turbo

Debutta nel mondiale marche la Alpine V6 Turbo, derivata dalla vettura sport vincente nella classe 2.000 cc ed equipaggiata con il turbocompressore. La Renault inizia, con il marchio Alpine, la avventura con i motori da corsa turbocompressi che la porterà a rivoluzionare la tecnica dell’automobilismo da corsa e soprattutto della F.1, dalla fine degli anni ’70 fino alla metà degli anni ’80. La storia della Renault-Alpine ha inizio nel 1973. Pierre Dreyfus, il presidente della Règie, annuncia la partecipazione totale della Renault nell’organizzazione dell’Alpine e Jean Terramorsi viene incaricato di coordinare un programma sportivo conume. Il 15 gennaio 1973 le berlinette A110 Alpine conquistano il Rally di Montecarlo ed iniziano la scalata al titolo mondiale della categoria. L’unione tra Renault ed Alpine iniziava a dare i suoi frutti e si preparava a nuovi obiettivi. Frutto di una stretta collaborazione tra Renault-Gordini-Elf e la Moteur Moderne, appariva il nuovo V6 della casa, un motore di 2 litri di cilindrata (86×57,3 mm), 24 valvole, 4 alberi a camme e con una potenza di 285 cv al banco. Il motore è destinato alla Formula Due, ma inizialmente viene montato su una barchetta, denominata Sport A 440 che debutta il 1 maggio 1973 a Magny Cours in una gara riservata alle sport di 2 litri. Jean Pierre Jabouille la porta al debutto e si classifica quarto. Tempo di rodare la struttura e compare una vettura modificata, la A441, struttura semiportante, cambio Hewland FG400, che nel 1974 viene schierata nel campionato europeo delle Sport 2 litri. Alla Renault si fanno grandi progetti e vengono iscritte due squadre al campionato. Con la vettura ufficiale corre Jean Pierre Jabouille, il pilota collaudatore della Règie. Sotto i colori della squadra Archambaud-Switzerland corrono Gerard Larrousse, Alain Serpaggi, Marie Claude Beaumont, Alain Cudini e Bernard Darniche. La A441 di due litri è la dominatrice incontrastata del campionato davanti alle Chevron ed alle Lola. Nel 1974 la A441, pilotata da Depailler-Jabouille, viene schierata, per sondare il terreno, al via della gara Mondiale Marche del Nurburgring, dove conquista il 10° posto assoluto dimostrando di essere molto competitiva. Alla Règie matura l’idea di fare evolvere il V6 per poter correre nel Mondiale Marche. Invece di aumentare la cilindrata si sceglie la via della sovralimentazione. Il coefficiente di equivalenza imposto tra i motori aspirati ed i sovralimentati è di 1,4, ed il V6 di 1997 cc può tranquillamente correre tra i motori di tre litri di cilindrata. Tutti sono convinti che il V6 può essere ampiamente competitivo, sia a Billancourt, che a Dieppe, ed anche a Viry-Chatillon, così a metà stagione 1974, Franciose Castaing, l’ingegnere capo della Règie incaricato dello sviluppo, inizia il lavoro al banco prova. Si parte dalla base aspirata di 285 cv per arrivare ad oltre 490 cv nella versione con il turbo, una potenza che fa diventare competitivo il propulsore sovralimentato. Il telaio della barchetta viene rinforzato, il passo è leggermente aumentato di 4 cm, ed il 23 marzo, la Renault è pronta per compiere il debutto sul circuito del Mugello con la A442. Anche la Porsche è al via del campionato con la barchetta 908 nella versione sovralimentata, che prende il nome di 908/36, e con le 911 Carrera Turbo.

In Autodelta si corre con il tre litri aspirato

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L’Alfa Romeo ha ulteriormente sviluppato la 33TT12, ma il grave problema della squadra italiana è il clima di sfiducia verso le corse che è presente nel consiglio di amministrazione della casa di Arese. L’Alfa Romeo è una azienda statale, e le varie correnti politiche presenti all’interno della direzione ne impediscono un sereno impegno in corsa. Il programma sportivo della 33 nasce sotto l’egida del presidente Luraghi, ma le varie vicissitudini all’interno del consiglio di amministrazione di Arese, impediscono all’Autodelta di avere dei programmi continuativi. L’impegno, molte volte a singhiozzo, nonostante i risultati maturati nei primi anni con la 33/3, non riescono a far decollare una vettura come la nuova 33TT12, che ha le carte in regola per ben figurare nelle gare a ruote coperte. In questo contesto si inserisce l’industriale tedesco Willy Kauhsen, un ex collaudatore Porsche, che è riuscito a coinvolgere  una serie di sponsor (tra cui la Campari) disposti a entrare nel mondo delle corse di durata, e si offre all’Alfa Romeo per gestire in pista le sue macchine. L’occasione viene presa al volo dallo staff dirigenziale di Arese e dal suo presidente Cortesi, ed inizia una nuova avventura, vincente, per la vettura realizzata dall’ing. Carlo Chiti. Nella pausa invernale la 33TT12 era stata ulteriormente alleggerita e migliorata nelle prestazioni, il suo 12 cilindri boxer è uno dei migliori motori presenti nello sport automobilistico.

A Daytona inizia il mondiale

La stagione mondiale 1975 inizia in Florida, con la 24 ore di Daytona. Sia l’Alfa che la Alpine non si presentano al via della maratona americana e le Porsche 911 si trovano a lottare contro le Chevrolet Corvette che ottengono la pole ed il giro più veloce in gara con John Greenwood, Peter Gregg ed Hurley Haywood sono primi sotto la bandiera a scacchi con la loro 911 Carrera RS, seguono altre cinque Porsche a punti. La vera stagione del Mondiale Marche inizia sul tracciato del Mugello. Alfa Romeo ed Alpine Renault hanno entrambe velleità di vittoria e praticamente sono le uniche vere pretendenti al titolo. Allo scadere del millesimo chilometro di gara è la Alpine A442 di Gerard Larrousse e Jean Pierre Jabouille che ottiene una sonante vittoria battendo l’Alfa Romeo 33TT12 di Arturo Merzario e Jacky Ickx. Per i colori francesi è un trionfo, la vittoria al debutto, segno che le loro previsioni sul motore V6 Turbo erano giuste, però per la A442 sarà l’unica vittoria della stagione. Lo sviluppo del motore Turbo è costellato di vari problemi, soprattutto di durata, e quando si riesce a farlo funzionare a dovere iniziano i problemi con le gomme che hanno grosse difficoltà a sopportare il brusco scarico di potenza del turbo in accelerazione.

A Digione inizia la cavalcata vincente dell’Alfa

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Le Alfa Romeo iniziano la loro vittoriosa cavalcata in terra di Francia sui saliscendi di Digione. Arturo Merzario e Jacques Laffitte colgono il primo successo della stagione e si ripetono nella 1000 Km di Monza. Sul tracciato delle Ardenne, ed in Sicilia, le Alpine Renault non si presentano, lo sviluppo del V6 Turbo richiede una pausa di riflessione. Le Alfa Romeo, senza avversari in grado di contrastarle, colgono due doppiette. Henry Pescarolo e Derek Bell precedono Ickx e Merzario a Spa. Si disputa la “Coppa Florio” sul tracciato siciliano di Pergusa, ed il trionfo rosso è firmato da Arturo Merzario in coppia con Jochen Mass. Pescarolo e Bell salgono sul secondo gradino del podio, precedendo la Porsche 908/36 Turbo di Reinhold Joest e Mario Casoni. Le Alpine ritornano in gara sul tracciato del Nurburgring, ma la vittoria è per la 33TT12 di Merzario-Laffitte. Seconda è la Mirage GR7-Ford di Tim Schenken ed Howden Ganley che si prepara alla 24 ore di Le Mans.

La Mirage ed il Cosworth conquistano Le Mans

E’ giugno e la gara della Sarthe non è valida per il titolo mondiale. La ACO (Automobile Club de l’Ouest) sceglie per la 24 ore una nuova formula basata sul consumo. L’Alfa Romeo non partecipa alla maratona francese, la 33TT12 avrebbe bisogno di una preparazione apposita per una gara così lunga, basata sui consumi ed inoltre non valida per il titolo mondiale, il principale obiettivo dell’Alfa. Jacky Ickx, in coppia con Derek Bell, al volante della Mirage GR8-Ford, sale sul gradino più alto del podio di Le Mans. Il motore Ford Cosworth, il V8 che equipaggia la maggioranza delle F.1, ha dimostrato di essere un motore che può vincere anche la maratona francese. Dietro la Mirage si classifica la Ligier JS2 Ford che monta il V8 Cosworth, di Guy Chasseul e Jean Luis Laffosse. Per Guy Ligier è un grande risultato e ed una ulteriore spinta al salto di categoria che lo porterà in F.1.

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L’Alfa conquista il titolo mondiale e si prepara a fornire i motori in Formula Uno

Le ultime due gare dell’anno completano il trionfo della casa del biscione con due doppiette consecutive. Henry Pescarolo e Derek Bell si confermano come la coppia principe della 33TT12. Arturo Merzario è entrambe le volte secondo, a Zeltweg in coppia con Vittorio Brambilla, a Watkins Glen in coppia con Mario Andretti. Le Alpine confermano le doti velocistiche pertendo in entrambe le gare dalla pole position e facendo il giro più veloce. In  Austria la A442 conquista il quarto posto con Larrousse-Jabouille, mentre nella gara americana Jarier e Larrousse sono terzi alle spalle delle due Alfa Romeo. L’Alfa conquista il titolo Mondiale Marche, battendo la Porsche e la Renault-Alpine. La 33TT12 ha conquistato sette vittorie su otto partecipazioni, un gran bel risultato che convince la direzione di Arese a varare nuovi programmi sportivi. In Formula Uno è un gran trionfo per la Ferrari 312T che con Niki Lauda vince il suo primo titolo mondiale battendo le altre monoposto, equipaggiate in maggior parte con il DFV Ford. Bernie Ecclestone, patron della Brabham, intuisce che, per battere il 12 cilindri di Maranello, occorre un altro 12 cilindri Boxer, e si rivolge all’Alfa Romeo per avere il motore della 33TT12. Ad Arese si capisce finalmente l’importanza delle vittorie sportive e parte il nuovo programma per la fornitura di motori alla Brabham.

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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