Storia Ronnie Peterson_ Lotus 72E_600x

Published on ottobre 22nd, 2015 | by Massimo Campi

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Lotus 72, il cuneo di Colin Chapman

La Lotus 72 è stata una vettura che ha rivoluzionato la Formula Uno. Ha vinto il primo titolo mondiale nel 1970.

Colin Chapman si è sempre contraddistinto per le sue idee innovative che spesso hanno cambiato i canoni progettuali delle monoposto e di tutta la Formula Uno. Così è stato fin dagli inizi, la Lotus ha sempre costruito vetture calcolate al limite, all’insegna della massima leggerezza. Con la Lotus 25, Chapman ha introdotto il telaio a monoscocca, una concezione progettuale mutuata dall’aeronautica. La Lotus 49 è stata quella che ha introdotto gli alettoni, ed il motore V8 Cosworth come elemento portante del telaio. Intanto Colin Chapman con i suoi piloti vinceva anche ad Indianapolis e sviluppava soluzioni tecniche come le quattro ruote motrici e la propulsione a turbina che non hanno dato i risultati sperati, ma proprio da queste esperienze è nata la Lotus 72, ideata da Colin Chapman e progettata da Maurice Philippe. È comparsa a stagione inoltrata 1970, dopo la prima messa a punto si è dimostrata un nuovo successo ed ha rappresentato un altro esempio delle capacità innovative del genio britannico.

Jochen Rindt_Lotus72_1970_600x

Una vettura innovativa anche nel design

Il design della Lotus 72 era completamente innovativo e la faceva assomigliare ad una freccia su ruote, con i radiatori sistemati sui lati ed in apposite fiancate e non più sul muso come era uso comune sin dal 1950, oltre alla presa d’aria per il motore realizzata sopra la testa del pilota. Oltre alle innovazioni aerodinamiche c’erano quelle meccaniche con sospensioni dotate di barre di torsione e freni entrobordo per ridurre le masse non sospese. La monoposto si ispirava alla precedente Lotus 56, dotata di turbina a gas, mentre la configurazione riprendeva quella della Lotus 63 utilizzata come banco prova per una vettura a quattro ruote motrici. La particolare forma aerodinamica contribuiva ad aumentare la penetrazione e la velocità, tanto che in un confronto diretto con la precedente Lotus 49 le velocità registrate erano di ben 20 km/h superiori in rettilineo. La geometria delle sospensioni era stata studiata per evitare un eccessivo affondamento in staccata, inizialmente proprio queste diedero grossi problemi di maneggevolezza, risolti ben presto con la messa a punto.

Fittipaldi_1974_600x

I radiatori posizionati ai lati dell’abitacolo

Un’altra grande innovazione riguardava la posizione dei radiatori al fianco dell’abitacolo. La soluzione consentiva di avere una buona ventilazione, una buona portata dell’aria di raffreddamento e la riduzione dei vari problemi di circolazione dei liquidi che spesso si incontrava con i radiatori posizionati nel muso delle monoposto. Inoltre il posizionamento delle masse radianti sui lati consentiva un eccellente miglioramento della capacità di penetrazione, e quindi velocità decisamente superiori nei rettilinei. La Lotus 72 del 1970 e le successive versioni 72C e 72D presentavano un muso sottile, profilo trapezoidale ed al contempo largo, integrato con l’elettone, per aumentare l’effetto di deportanza anteriore. Il tutto si traduce in superfici alari inferiori rispetto alla concorrenza, ma con una deportanza maggiore che consentiva miglioramenti nella velocità di percorrenza in curva e meno resistenza aerodinamica in rettilineo con un conseguente aumento anche delle velocità massime.

I freni entrobordo, collegati ai mozzo mediante alberi di trasmissione, permettono la riduzione delle masse non sospese cioè tutto il peso dovuto alle ruote e alle strutture che le sostentano. Il tutto si traduce in un ulteriore beneficio della stabilità in curva, grazie a una riduzione dei momenti polari d’inerzia. Però, proprio un problema ai freni anteriore è stata la probabile causa della fatale uscita di strada alla Parabolica di Monza per Jochen Rindt.

La prima vittoria arriva a Zandwoort

Il debutto della Lotus 72 avviene durante al stagione 1970, piloti Jochen Rindt e John Miles, con l’austriaco che ottiene la prima vittoria il 21 giugno a Zandwoort, per poi ripetersi a Clermont Ferrand, Brands Hatch ed Hockenheim. In Austria, Rindt deve lasciare la vittoria alla Ferrari di Ickx per problemi al suo Ford Cosworth, ma ormai è saldamente in testa al mondiale. Oltre alla tre vittorie ottenute con la nuova 72 può sommare i punti e la vittoria ottenuta a Montecarlo con la vecchia Lotus 49C, nulla ormai sembra ostacolarlo verso l’ambito titolo mondiale fino al tragico appuntamento monzese. Era in prova, stava girando con la Lotus 72 senza appendici aerodinamiche per sfruttare appieno le doti velocistiche della monoposto. Venne sostituito da Emerson Fittipaldi che vinse il Gran Premio degli Stati Uniti aiutando così Rindt a vincere, anche se postumo, il titolo mondiale. Negli anni successivi la Lotus 72 è stata ulteriormente sviluppata nelle varie versioni dall’ex BRM Tony Rudd. che lavorò in modo particolare riprogettando la sospensione posteriore e modificando l’ala posteriore in modo da generare una deportanza superiore. Al volante della monoposto si sono succeduti vari piloti oltre a Emerson Fittipaldi, tra cui Ronnie Peterson e Jacky Ickx.

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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