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Published on maggio 9th, 2015 | by Massimo Campi

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Formula 875 Monza, il campionato dei cadetti

Il 10 maggio 1965 iniziava la storia di questa piccola formula che ha saputo formare piloti, piccoli costruttori, preparatori e commissari di pista

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La storia delle “petarelle” come venivano soprannominate le piccole F.Monza, inizia nel 1964 e continua fino al 1984, ma solo con la stagione 1965 inizia la storia del Trofeo Cadetti. Il primo anno la serie venne sostenuta dalla casa petrolifera Shell, che forniva i premi per i migliori classificati ed i buoni benzina. Dal 1966 è subentrata l’AGIP ed il campionato è stato denominato “Trofeo Cadetti AGIP”, un sodalizio che continua ininterrottamente da allora.

La bandiera della prima gara ufficiale del Trofeo Cadetti è stata sventolata la sera del 10 maggio 1965. Due batterie di qualificazione per accedere alla gara finale che vede la vittoria di Maurizio Montagnani.

Lo schieramento di partenza delle batterie di qualificazione veniva deciso mediante estrazione a sorte per non favorire nessun concorrente, una usanza durata per tutta la storia della F.Monza. Solo la fortuna poteva aiutare i più forti che, nel caso di partenza dalle retrovie dovevano lottare e sudarsi l’accesso in finale.

Per capire meglio cosa significasse arrivare in finale bisogna scorrere il numero degli iscritti: in alcune gare della seconda metà degli anni ‘70, c’erano oltre 110 piloti al via delle quattro batterie di qualificazione, una media di 28 piloti, scatenati, al via. Alla finale erano ammessi solo 26 piloti, in pratica i primi sei di ogni batteria ed i due migliori settimi. Un pilota che partiva nell’ultima fila in batteria doveva rimontare oltre 20 avversari nei 15 giri previsti, una impresa a volte impossibile e comunque sempre degna del motto “o la va a la spacca!”.

Anche il pubblico non era da meno, ogni giovedì sera le tribune erano piene, anche con la pioggia ed il freddo. In alcuni casi si registrarono oltre 5.500 paganti, una cifra notevole per una piccola formulina addestrativa con il motore della Fiat 500. La prima edizione del Trofeo Cadetti vede la vittoria di Maurizio Montagnani, un pilota di Casinalbo, paese a pochi passi da Maranello. Montagnani alla guida di una Gibertini, precedette Enzo Corti su una Thiele e Pino Pica con la C.R.M.

Deucteritter, il presidente della CSAI ed Enzo Ferrari premiarono a fine anno i campioni della nuova serie. Tutti e tre i piloti passeranno, con le stagioni, a categorie superiori risultando subito dei validi protagonisti. L’abitudine alla lotta, la finezza della guida in scia, magari in mezzo a grupponi di 10 vetture, è uno dei migliori bagagli tecnici che ha insegnato la F. Monza.

Dal 1966 viene istituita la Coppa nazionale CSAI per le F. Monza. Si correva oltre a Monza, sulle altre piste italiane ed anche in alcune gare in salita. Montagnani fu il vincitore, secondo Luciano Pavesi con una Repetto. La F. Monza era una realtà, anche se si chiamava ancora F. 875. Il prezzo per l’acquisto delle monoposto aumenterà con la grande inflazione della lira degli anni ‘70, ma il prezzo di acquisto è stato sempre molto contenuto e decisamente inferiore rispetto alle altre monoposto da corsa. Per fare un esempio, alla fine degli ‘70 una stagione vincente con una F. Monza poteva costare attorno ai 4-5 milioni contro gli oltre 100 milioni di lire richiesti per fare una stagione mediocre in F. 3.

Lo scopo iniziale di Luigi Bertett e Romolo Tavoni era quello di fare una categoria addestrativa e formativa per i giovani piloti, uno scopo che è stato ampiamente suffragato dai risultati ottenuti. Spulciando le classifiche si ritrovano tanti nomi che hanno in seguito contribuito a scrivere piccole o grandi pagine dell’automobilismo sportivo.

Maurizio Montagnani, Enzo Corti e Pino Pica, i tre primi classificati del 1965 hanno ottenuto risultati con le vetture sport e con le F.3. Giovanni Salvati ha vinto il titolo italiano di F.3 ed è approdato in F.2, come Alberto Colombo e Sandro Cinotti. Fernando Spreafico è stato un altro protagonista della gare di F.3. Luciano Pavesi ha iniziato a correre con le petarelle, come pilota è arrivato in F.3, come Team Manager è arrivato alla F.3000.

In F. Monza ha iniziato la sua lunga carriera Giorgio Francia un pilota per molti anni sulla cresta dell’onda come ufficiale Alfa Romeo. Guido Forti, ex titolare della Forti Corse di F.1, ha corso in F.Monza dove ha conosciuto il suo ex direttore tecnico, Paolino Guerci che ha iniziato la sua carriera preparando le F.875 di Giulio Repetto.

Lella Lombardi, l’ultima nostra grande pilotessa, l’unica che ha ottenuto mezzo punto in F.1, ha corso la sua prima gara in pista proprio con la F.Monza. Un altro pilota di F.1 che è citato nelle classifiche è Fabrizio Barbazza, ma su tutti i nomi uno svetta: Michele Alboreto.

Michele era un giovane appassionato iscritto alla Scuderia Salvati. Comprò con pochi soldi e tanti sacrifici una F.Monza vecchia di molti anni in società con un amico per provare l’emozione di stringere un volante da corsa tra le mani. A discapito dei risultati ottenuti (con quella vettura era praticamente impossibile uscire dal mucchio) venne notato dai dirigenti della Scuderia Salvati per la grande forza di volontà, la serietà e le doti di guida.

La Scuderia Salvati decise di investire su questo giovane facendolo poi debuttare in F. Italia. Il resto della storia di Alboreto è noto a tutti ed il caso di Michele è uno degli esempi più lampanti di come la F. Monza sapeva formare e selezionare i giovani piloti.

Ci sono tanti altri piloti dal piede pesante che hanno preso in mano il volante di una petarella come Orazio Ragaiolo, Aldo Cavallini, poi apprezzato costruttore di monoposto, Leo Bartoli, uno dei migliori preparatori, Angelo Sonvico, Filippo Bay, Riki Calegari, Romeo “Meo” Maestri, nipote dell’ing. Nicola Romeo (Alfa Romeo) ed il record-man in quanto a presenze, Pippo Bianchi che non ha mai voluto vincere il titolo pur di rimanere a correre con queste simpatiche vetture.

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La F. Monza ha rappresentato una tappa importante anche per le scuderie sportive. Al seguito delle formuline si sono formate o rinnovate una serie di scuderie che hanno costituito per venti anni il punto di riferimento per molti piloti e per l’automobilismo sportivo nazionale. La Scuderia Salvati, l’Escolette, la Lodi Corse, la Sesto Corse, la Scuderia del Lario, sono nomi molto noti a diverse generazioni di piloti.

Oltre che alle scuderie, la F. Monza è servita molto alla formazione dei servizi sportivi. I commissari di Pista di Monza sono da anni tra i più apprezzati al mondo. La F. Monza è sempre stata il principale terreno di scuola per loro: con un serraglio di piloti scatenati e sempre al limite, mediamente ad ogni giro succedeva un incidente, magari con due o tre macchine incastrate tra loro.

Correndo di sera non c’era quasi mai tempo per interrompere le gare e quindi i commissari di Monza hanno dovuto imparare a rendere agibile la pista in tempi velocissimi, magari con solo 20 o 30 secondi per sgomberare le macchine incidentate e mettere in salvo i piloti prima di un altro incidente. In F. Monza sono nati anche una serie di piccoli costruttori. Meccanici con tanta passione e la voglia di realizzare le proprie idee.

Il disegno di Massimino era servito per costruire i primi prototipi e le prime vetture. In seguito Repetto, poi Thiele, Sergio Melesi, Renzo Santandrea, LAB, Reggiani, Luigi Corsini svilupparono le loro vetture che dovevano rispettare il regolamento imposto e dovevano essere omologate. Corsini fu il primo a realizzare una monoposto con il motore girato, montato al centro e con il cambio a sbalzo.

L’idea venne copiata da altri e soprattutto da Santandrea, uno dei costruttori più rappresentativi della categoria, recentemente scomparso. Artico Sandonà, in arte “Tato” ha mosso i primi passi in questa categoria, buon pilota, ma ha dimostrato di essere molto più a suo agio come costruttore, ha costruito la prime Tatuus, vetture vincenti, e con l’esperienza ha creato una vera impresa da corsa: da anni le F.Renault sono sue.

La storia della F. 875 Monza finisce nel 1984. All’inizio degli anni ‘80 i piloti ed i costruttori chiedono una vettura più moderna e con prestazioni superiori. Nel 1983 nasce la F. Panda e prende il posto della F. Monza che continua ancora per due stagioni disputando il Trofeo FISA delle Scuderie Lombarde. La F. Panda eredita il successo della Formula Monza e nel 1988 è sostituita dalla F.Fire ed in seguito dalla F.Junior, ma queste sono altre storie.

Il segreto della grande partecipazione a questa categoria va ricercato in un mix vincente di tanti fattori. Per prima cosa l’economicità, sia nella realizzazione che nella gestione delle vetture, e la grande promozione che ha fatto allora l’autodromo di Monza.

I piloti, in alcune gare si registrarono oltre 110 iscritti, erano in parte giovani che volevano provare l’ebbrezza delle corse, poi vi erano i piloti preparatori ed i piloti costruttori, cioè meccanici che la sera, finito di riparare le vetture di serie dei clienti, si dedicavano alla loro passione, preparando i motori o costruendo i telai, per poi provare le loro creazioni in pista. Infine una grossa fetta era rappresentata da impiegati, liberi professionisti, piccoli imprenditori, operai, che avevano una minima disponibilità economica, la grande passione per le corse, ma non potevano dedicare molto tempo alle gare, ed il giovedì sera, o meglio ancora il sabato, era il giorno ideale per sfogare la propria passione, con costi tutto sommato abbordabili, senza togliere tempo alla propria attività principale.

Nel panorama moderno delle corse manca una categoria del genere, che sappia aggregare così tanta gente pur essendo economica e formativa. La F. 875 Monza è rimasta nel cuore di tanti piloti e di tanti appassionati. Per molti è stata la prima macchina da corsa, il primo amore, quello che non si scorda mai!

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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