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Published on febbraio 19th, 2015 | by Massimo Campi

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Enzo Ferrari pilota

Nove vittorie, 41 gare, poi l’abbandono per creare la sua scuderia, sono queste le cifre del pilota Enzo Ferrari.

 

“Capisco i piloti perché sono stato anche io pilota” era questa la filosofia di Enzo Ferrari, il Drake, il manager della sua scuderia. Si conosce tanto di quello che è riuscito a realizzare come costruttore e team manager, ma anche il suo passato come pilota è degno di nota.

Nella sua carriera ha disputato 41 gare dove ha conquistato ben 9 vittorie assolute. La storia del Ferrari pilota inizia il 5 ottobre del 1919 con il debutto alla Parma–Poggio Berceto dove arriva 11°assoluto e 4°nella sua categoria. Ferrari, nato il 18 febbraio del 1898, ha 21 anni, è alla guida di una CNM, acronimo di Costruzioni Meccaniche Nazionali, una piccola fabbrica nata dalla De Vecchi&C, fondata a Milano e trasferitasi in seguito a Pontedera. Ferrari è amico di Ugo Sivocci, pilota, collaudatore e comproprietario della CNM, e viene assunto proprio come collaudatore della fabbrica. Sivocci perde la vita a Monza e Ferrari ne prende il posto anche come pilota. Con la CNM corre anche alla Targa Florio dove arriva 9°assoluto. Nel 1920 abbandona le vetture della piccola fabbrica ed acquista una Isotta Fraschini modello 100/110 IM Corsa ex Alfieri Maserati e disputa tre gare con due ritiri ed un terzo assoluto alla Parma-Poggio Berceto. Il 24 ottobre del 1920 è al via alla XI° Targa Florio con una Alfa Romeo, vince la sua categoria ed arriva 2°assoluto. Un esordio alla grande che gli varrà l’ingresso al Portello come pilota ufficiale e l’inizio di un sodalizio che durerà per molti anni. L’ingaggio è per le gare stradali, dove il Ferrari pilota riesce a dare il meglio di se stesso ed inizia a conoscere tutti i migliori piloti anteguerra.

Il 17 giugno del 1923 arriva la prima vittoria assoluta sul Circuito del Savio con la Alfa Romeo RL Targa Florio. Il grande anno è il 1924 con le vittorie assolute nuovamente al Circuito del Savio, al Circuito del Polesine ed alla I°Coppa Acerbo, poi in agosto si rompe qualche cosa nella mente del Ferrari pilota. Visti i risultati ottenuti, al Portello prendono la decisione di farlo debuttare nelle grandi gare internazionali. Ferrari è iscritto al Gran Premio d’Europa a Lione con una P2 dove deve vedersela con i migliori piloti della sua epoca. L’Alfa schiera quattro vetture per Giuseppe Campari, Luois Wagner, Antonio Ascari ed Enzo Ferrari. Tra gli avversari ci sono le Sumbeam, le Bugatti, la Miller, la Fiat di Bordino. Si corre su un tracciato stradale di 23,150 km che deve essere percorso per 35 giri pari a 810 km di gara, un tracciato molto difficile, teatro di numerosi incidenti spesso mortali. Enzo Ferrari ha il suo meccanico di fiducia Boninsegna e Luigi Bazzi, il tecnico che lo accompagnerà per molti anni, ma dopo il primo giorno di prove abbandona inspiegabilmente la compagnia, rientra in Italia e non correrà più per tre anni. Cosa sia successo con precisione nessuno lo ha mai capito, ma in seguito lo stesso Ferrari fornirà la sua spiegazione “Dopo le prove che andarono molto bene fui preso da un grave esaurimento nervoso che mi costrinse a dare forfait per la corsa”.

Non esiste documentazione sui tempi delle prove, allora si partiva a sorteggio, Henry Segrave con la Sumbeam ufficiale partì in pole, la vittoria è per l’Alfa di Campari, ma molto probabilmente Ferrari si accorse di non riuscire a reggere il ritmo dei migliori, di non essere all’altezza e preferì rinunciare e scappare via. Fino ad allora aveva corso nelle gare nazionali, su circuiti cittadini o tracciati in salita, spesso con piloti amatori avendone la meglio, mentre il giro dei Gran Premi era di un livello decisamente superiore e si sentì non all’altezza.

Per tre anni scompare dalla scena, ritorna a correre il 15 maggio 1927 ad Alessandria dove arriva 1° assoluto con l’Alfa RL MM, ma ormai l’uomo Enzo Ferrari ha altri interessi, sta iniziando a capire che il suo vero ruolo sarà quello di organizzatore, di team manager, di “agitatore di uomini”. Continua a correre fino al 1931, conquista nuovamente la vittoria ad Alessandria, vince due volte di fila a Modena. Poi un lento abbandono come pilota, l’ultima vittoria assoluta risale al 14 giugno 1931 alla Bobbio-Passo del Penice ed intanto nel 1929 ha fondato Scuderia Ferrari che sarà la base su cui nascerà l’impero Ferrari.

Sempre nel 1931 nasce il figlio Dino, è la scusa buona per dare l’addio alla corse, per dimostrare di essere un uomo responsabile sia come genitore che come gestore della sua scuderia. Il 9 agosto del 1931 finisce sul secondo gradino del podio al Circuito delle tre Province e dice definitivamente addio al volante da corsa dopo dodici anni di carriera. Da quel giorno le sfide da vincere saranno altre, molto più importanti e gloriose.

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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