STORIA E MOTORI

Published on Gennaio 29th, 2015 | by Massimo Campi

0

David Purley, 26 gennaio 1945

Dalle monoposto agli aerei acrobatici, un pilota che amava il rischio estremo.

David Purley, nato il 26 gennaio del 1945, è uno che ha sempre amato il rischio e le avventure pericolose. Figlio di un industriale inglese che ha fondato la Lec, un colosso nel campo della refrigerazione, David, ex ufficiale paracadutista, debutta presto nel mondo delle competizioni automobilistiche.

Partecipa a gare con vetture Sport e monoposto di F.3 e F.2 cogliendo anche diversi risultati, ed alla fine, sempre con i soldi di famiglia, debutta in F.1 con una March privata del Team Harper. In seguito cambia vettura e passa alla Token, ma i risultati sono sempre deludenti.

L’attimo di notorietà purtroppo arriva al G.P. d’Olanda del 1975 quando Purley blocca la sua vettura a bordo pista e si precipita senza paura nelle fiamme per tentare inutilmente il salvataggio di Roger Williamson prigioniero nella sua March in fiamme.

Nonostante i capitali profusi, i risultati non arrivano ed allora Purley decide di diventare costruttore sempre con il finanziamento della ditta paterna. Nasce in un locale della azienda di famiglia, a Bognor Regis, nel West Sussex, la Lec di F.1. Il progetto è affidato a Mike Pilbeam, ex progettista della BRM, che realizza una vettura abbastanza convenzionale attorno al DFV V8 con cambio Hewland. La monoscocca è in pannelli di alluminio con radiatori laterali ed è battezzata CRP1 dalle iniziali di Charles R. Purley, il finanziatore dell’impresa, ovvero il padre di David.

L’esordio avviene in patria, alla Race of Champions di Brands Hatch 1977, dove Purley arriva sesto, poi debutta nel mondiale con scarsi risultati: in Spagna non riesce a qualificarsi, va meglio in Belgio dove arriva 13°, in Svezia è 14° ed infine in Francia si ritira per incidente. Si ritorna in patria, a Silverstone con il G.P. d’Inghilterra, dove Purley esce rovinosamente di strada in prova per il blocco dell’acceleratore. L’uscita è drammatica, la macchina non si ferma, l’impatto con le barriere è durissimo, la monoposto ridotta ad un rottame. Purley, estratto a fatica riporta fratture gravissime agli arti inferiori ma rimane miracolosamente vivo.

David Purley, uomo duro, non si arrende, inizia un lungo e difficile periodo con operazioni, rieducazione delle gambe e nel 1979, dopo due anni di riabilitazione si ripresenta in pista con una nuova Lec.

Disputa alcune gare in Inghilterra, pochi risultati, grosse delusioni. Alla fine si convince ad abbandonare il mondo delle corse, ma la voglia di avventura dell’uomo ha il sopravvento e David Purley lascia le corse d’auto per dedicarsi al volo acrobatico, dove riuscirà ad emergere, fino al 2 luglio del 1985, quando il suo biplano Pitts Special precipita in mare al largo della costa occidentale del Sussex.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Tags: ,


About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × cinque =

Back to Top ↑
  • MOTOREMOTION LIVE NEWS