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Storia

Published on Maggio 21st, 2014 | by Massimo Campi

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John Wyer, lo stratega della Ford

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Nelle gare di durata c’è un nome che svetta nella storia: John Wyer, lo stratega, l’inventore delle moderne strategie dell’endurance. Con lui è mutato il modo di correre, la sua filosofia è sempre stata quella di “dominare andando il più piano possibile”, una strategia conservativa, sempre pianificata a tavolino e messa in atto con i migliori piloti sul mercato che dovevano stare ai suoi ordini, pena il licenziamento in tronco.

La sua organizzazione ha portato alla vittoria due importanti macchine: la Ford GT40 e la Porsche 917, facendole entrare prepotentemente nel mito.

Wyer nasce in Inghilterra, nel 1909 ed è scomparso ad 80 anni, quando era ritornato un semplice signore inglese. A 18 anni inizia a lavorare come apprendista meccanico alla Sumbeam, poi emigra in Francia alla Solex dove rimane fino alla fine del secondo conflitto mondiale. Qualche esperienza come pilota a metà degli anni ’40, ma ben presto si ritrova a dirigere il Garage Monaco che schiera alcune auto da corsa per ricchi facoltosi, tra cui Dudley Folland a cui fa anche da capo meccanico alla 24 ore di Le Mans del 1949.

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David Brown lo nota intuisce le qualità di Wyer e lo assume alla Aston Martin. Nel giro di pochi mesi John Wyer è nominato direttore sportivo ed inizia la sua carriera di fine stratega. Organizza tutto, dal percorso delle trasferte, alberghi e pasti compresi, ma è in gara che da il meglio di se programmando finemente tabelle di marcia, tempi sul giro, soste e quant’altro serve con una severità pazzesca. La sue carriera alla piccola Aston Martin dura una quindicina di anni, coronata da una vittoria a Le Mans, ed il titolo mondiale marche del 1959.

All’inizio degli anni ’60 la storia sportiva della Aston Martin volge al termine, e per Wyer si apre una nuova strada, quella della Ford che vuole entrare nel mondo delle corse e vincere a Le Mans. Carrol Shelby è stato uno dei grandi piloti che hanno vinto con la Aston Martin, ora è in affari con la Ford come costruttore della AC Cobra e contatta Wyer per pianificare l’attacco Ford alle corse. Mister JW diventa così la testa di ponte del colosso americano in Europa. Fa da mediatore tra gli ingegneri americani ed Eric Broadley della Lola, che ha già pronto un prototipo, per la realizzazione della vettura e fonda a Slough la F.A.V., acronimo di Ford Advanced Vehicles per costruire le prime GT40.

GT Class Racecar Winning 24 Hours of Le Mans

Ma nel 1964 la nuova Ford GT40 fa solo figuracce, dalle qualifiche di Le Mans, dove debutta a tutto il resto della stagione. Per il metodico Wyer, abituato allo sviluppo costante, stretto tra il carattere bizzoso di Eric Broadley ed il menagment americano che vuole subito risultati sono tempi duri. “Nelle corse e nell’endurance non si può vincere subito, serve tempo e sviluppo” sono le parole di JW, ma in America hanno già scelto un’altra strada: sarà Carrol Shelby a prendere le redini del comando direttamente in America, con Ken Miles come collaudatore e la F.A.V. dovrà solamente occuparsi della costruzione e l’assistenza delle GT40 destinate ai privati, il tutto per un paio di anni, poi la Ford abbandonerà la struttura. Le GT40 americane con i motori da 7 litri vincono a Le Mans, la Ford ha vinto la sua guerra contro la Ferrari, John Wyer invece sembra avere perso le sue battaglie, ma è pronto a risorgere. 1967, la Ford ha raggiunto i suoi obbiettivi di vincere la maratona della Sarthe, la Federazione impone dei limiti alla cilindrata per ridurre le prestazioni. Gli americani lasciano la scena e mettono in liquidazione anche la F.A.V. .

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Wyer è pronto al grande salto e da impiegato diventa imprenditore: trova un socia, John Willment, rileva la struttura che si chiamerà JW Automotive. Trasforma tre delle sue GT40, le ribattezza Mirage M1 e le fa debuttare nel mondiale con ottimi risultati. Intanto arriva sulla scena Grady Davis, vice-presidente della casa petrolifera Gulf che vuole schierare la sua GT40 alla 12 ore di Sebring. Tre Davis e Wyer è subito intesa e scatta la richiesta di sponsorizzazione per tutta la squadra. Wyer propone una cifra a Davis, che incredulo della cifra esigua richiesta ritocca subito la proposta aumentandola. Il rapporto durerà nove anni, scrivendo pagine indelebili nella storia delle corse di durata. Nel 1968 entra in vigore la riduzione di cilindrata a 5 litri ed il numero minimo di 50 vetture prodotte. I prototipi Mirage sono fuori regolamento e la JW Automotive ripiega sulle vecchie GT40 di 4.942 cc. Alla corte di re Wyer ci sono uomini di grande levatura: il Direttore Sportivo David Yorke che ha ereditato i segreti del grande stratega nella preparazione delle gare, John Horseman, il direttore tecnico che forma copia fissa con il capo-meccanico Ermanno Cuoghi. Ed infine i piloti: Pedro Rodriguez, Lucien Bianchi, Jacky Ickx, Paul Hawkins, David Hobbs, Jackie Oliver, Brian Muir, tra i più forti specialisti delle ruote coperte. Il Mondiale si decide l’ultimo fine settimana di settembre a Le Mans, le vecchie GT40 di Wyer devono combattere una armata di avversari che comprendono Porsche, Alfa Romeo, Alpine, Matra, sulla carta tutti più forti. Wyer detta le strategie “sembra pazzesco ma possiamo farcela” sono le sue parole alla vigilia. Dopo solo 11 giri di gara Muir si insabbia a Mulsanne nel tentativo di tirare una staccata, Wyer è incavolato nero ma nella notte tutti i favoriti devono soccombere alla dura legge della maratona francese ed infine, sotto la bandiera a scacchi, transita per prima la vecchia GT40 di Rodriguez-Bianchi.

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È il trionfo, gara e titolo per la Ford, tutto merito della JW Automotive. Il conto con i vertici Ford è saldato, con pochi soldi ed una ottima organizzazione si può vincere, invece gli americani per ottenere gli stessi risultati hanno speso cifre decine di volte superiori a quelle richieste da Wyer, si parla di ben 23 milioni di dollari: bastava avere tempo per sviluppare, bastava lavorare, aspettare ed avere fiducia!

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John Wyer è nuovamente l’eroe della Ford, in America viene accolto come un eroe, ma la festa non è finita: a Le Mans si replica nel 1969. Con la stessa vettura che ha vinto l’anno prima, Jacky Ickx in coppia con Jackie Oliver trionfa in una edizione che rimarrà nella storia della 24 ore, beffando in vista del traguardo la Porsche 908 di Hans Hermann. Ma quella volta Wyer non è ai box, a dirigere la squadra c’è John Horsemann, mentre il boss è in ospedale a curare la moglie Tottie appena operata. Il matrimonio tra Wyer e la Ford finisce qui, si cambia pagina, ma non risultati: alla fine del 1969 arrivano a Slough i dirigenti della Porsche. Portano in dote una acerba e pericolosa 917 da gestire, sviluppare e renderla vincente. “No problem” Wyer sa come affrontare la sfida, ma questa è una nuova storia da raccontare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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