Piero Taruffi: l’ingegnere pilota - Motoremotion.it


Storia taruffi_1

Published on ottobre 11th, 2013 | by Massimo Campi

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Piero Taruffi: l’ingegnere pilota

     taruffi_1Il 12 ottobre del 1906, ad Abano Laziale, figlio di un medico appassionato di corse, nasceva Piero Taruffi, uno dei più completi piloti della storia. Taruffi ha gareggiato e vinto con auto e moto, con i mezzi più disparati ed in tutte le categorie. Il padre gli aveva tramandato la passione per le auto e Piero arrivò alla laurea in ingegneria, applicando poi meticolosamente gli studi fatti alle sue doti di guida. Superata la maturità classica, il padre gli regala una moto AJS di 350 cc con cui debutta nella gara in salita a Monte Mario, subito vincendo.

Taruffi Monza Norton

Nel 1928 passa ad una Norton, ed iniziano le affermazioni sia nelle gare in salita che in circuito. Il debutto sulle quattro ruote avviene nel 1930, con un’Alfa 6C alla Tunisi-Tripoli, con relativa vittoria. Continua a correre sia in auto che in moto e nel 1931 vince con la Norton il G.P. di Monza e viene notato da Enzo Ferrari che ha appena fondato la sua scuderia di auto e gli affida una Alfa Romeo 8C – 2.300 cc – con cui vince sul circuito di Bolsena.

Le gare diventano sempre più il centro della sua vita, nonostante gli eccellenti studi di ingegneria. Si deve confrontare con il meglio dell’epoca sia sulle due che sulle quattro ruote ed i suoi avversari si chiamano Varzi e Nuvolari. In atrito con Ferrari, che sopportava poco l’intromissione sulle scelte tecniche dei suoi piloti, passa alla Maserati con cui ha un brutto incidente nel G.P. di Tripoli del 1934, dove esce di strada e si frattura un braccio ed una gamba. In seguito ritorna a correre con Ferrari e con le Bugatti, ma nel 1936 entra a fare parte dell’organico della Galera come tecnico e collaudatore. La nuova avventura con le due ruote lo assorbe molto, e tra il 1937 e 1939 conquista una serie di record di velocità e sulla distanza con le moto della casa di Arcore da lui concepite. Intanto disputa qualche gara con Maserati ed Alfa Romeo, con alcuni buoni piazzamenti come il secondo posto alla Targa Florio.

tarfgilera

Terminata la guerra, Taruffi si trasferisce a Torino, assunto dalla Cisitalia di Piero Dusio e con la piccola D46 di soli 1.100 cc ottiene quattro vittorie nel 1947 e l’anno successivo vinse a Berna precedendo le vetture gemelle di Hans Stuck e Felice Bonetto.

Intanto diede vita, assieme al suo socio Carlo Giannini al bisiluro “Tarf1” che spinto da un motore Guzzi 500 cc battè alcuni primati di velocità tra il 1948 e ’49. continuò a correre in varie categorie, con Alfa e Maserati.

Debuttò nella neonata F.1 a Monza con la Alfetta 158, ma dovette cedere la sua vettura a Fangio mentre era secondo. Vinse nel 1951 la Carrera Panamericana con una Ferrari 212 Inter, in coppia con Luigi Chinetti. La sua capigliatura già bianca gli valse il soprannome di “volpe argentata” dalla stampa messicana, un appellativo molto appropriato sulle sue doti di guida.

1954 - Lancia 3.3 - Taruffi - ARRIVO - 6

Il 1952 fu uno dei suoi migliori anni: vinse il G.P. di Svizzera sul circuito del Bremgarthen con la Ferrari 500 F.2, conquistò altri primati con il suo bisiluro Tarf 2 spinto da un motore Maserati di 1.720 cc.

Negli anni ’50 continuò a correre con varie vetture saltando dalle gare sport alle monoposto, alle gare in salita ai record di velocità con i suoi Tarf. Ebbe anche l’opportunità di pilotare la favolose Mercedes W196, con cui giunse al quarto posto in Inghilterra e secondo a Monza, ma il suo grande sogno era quello di vincere la Mille Miglia, una gara che gli era sempre stata stregata. Superata la soglia dei 50 anni di età, l’occasione gliela diede Enzo Ferrari affidandogli una 315S per la maratona del 1957. Fu l’ultima Mille Miglia disputata, la tragedia di De Portago dette il definitivo stop ad una gara ormai anacronistica e troppo pericolosa per delle vetture sempre più potenti. Piero Taruffi non fallì l’obiettivo conquistando la gara davanti al compagno di scuderia Von Trips. Giunto trionfante a Brescia fece il più bel regalo alla moglie Isabella annunciando l’addio alle corse.

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Si ritirò da campione, pago di avere esaudito il suo sogno. In seguito nacquero i figli, tra cui Prisca, una delle pilotesse più veloci degli anni ’90. Si è spento a Roma 12 gennaio del 1988.

1954 Taruffi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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