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Published on Maggio 27th, 2013 | by Bruno Brida

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F1: il brutto pasticcio del test Mercedes – Pirelli

Il documento di precisazione della Fia sul test di Barcellona.

Il documento di precisazione della Fia sul test di Barcellona.

Il giorno dopo un GP di Monaco monotono, come troppo spesso accade, in cui il lato agonistico è schiacciato dagli eventi glamour che gli fanno da contorno (gente famosa, belle ragazze, belle barche, belle feste), due sono i fatti di cui essere contenti: le buone condizioni fisiche di Felipe Massa dopo il violento impatto alla S.te Devote e la vittoria di Nico Rosberg, un giovane solare, talentuoso, spesso in debito con la fortuna.

Per il resto meglio stendere un velo pietoso, a partire dalla scarsa esperienza di alcuni ragazzi approdati alla F1 troppo presto (lo “stupido” incidente provocato da Chilton ai danni di Maldonado poteva avere conseguenze davvero drammatiche) all’opaca prestazione del duo Ferrari-Alonso.

Detto questo, il week-end monegasco consegna alla cronaca la vicenda del test gomme effettuato a Barcellona dalla Mercedes, su invito della Pirelli. Innanzitutto, test ufficiale o “segreto”? Poi, cosa ha provato veramente la Mercedes? Infine, ben tre giorni di test a causa delle cattive condizioni atmosferiche, d’accordo, ma che hanno consentito ai tecnici tedeschi di analizzare con calma i dati delle telemetria. Eppoi, perché effettuare i test con la macchina 2013 e, soprattutto, con i due piloti ufficiali, quando di solito si utilizzano le “terze guide”?

Tutti interrogativi a cui la Red Bull e la Ferrari vogliono risposte dalla Fia (sempre ammesso che dalla Federazione internazionale ne arrivino di chiarificatrici). Soprattutto perché non è sfuggito a nessuno che all’improvviso, dopo la debacle di Barcellona, la Mercedes non ha più problemi di gomme e viaggia come una scheggia.

Secondo la Red Bull e la Ferrari, sarebbe stato violato l’articolo 22.4 del regolamento sportivo che vieta categoricamente test durante la stagione, con due sole deroghe: test di un giovane pilota, oppure sessioni di durata molto limitata per prove aerodinamiche.

Ma c’è molta perplessità tra gli stessi che hanno presentato il reclamo, a cominciare da Stefano Domenicali: «Siccome è una faccenda che riguarda il regolamento sportivo, ci si dovrebbe aspettare una qualche forma di sanzione, ma onestamente non so come questa potrebbe incidere sul risultato di domenica. Personalmente non ho una soluzione per la faccenda. Non ci sono precedenti e quindi non so come si concluderà».

Da parte sua, in una nota diffusa stamane la Fia conferma di aver ricevuto all’inizio di maggio una richiesta da parte della Pirelli di poter effettuare alcuni test di sviluppo delle gomme con una squadra, utilizzando una macchina attuale, secondo quanto previsto dall’accordo firmato tra le due parti. Ma nella stessa nota la Federazione internazionale precisa  che «la possibilità di effettuare fino a 1000 chilometri deve essere offerta ad ognuna delle squadre impegnate in campionato» per «assicurare la piena equità sportiva».

Ora, a seguito della comunicazione d’inizio maggio, la Fia afferma ufficialmente di non aver  ricevuto ulteriori informazioni sul test né dalla Pirelli né dalla Mercedes e, soprattutto, di non aver mai ricevuto la conferma che tutte le squadre erano state informate della possibilità di partecipare al test di Barcellona.

A questo punto la Fia deve prendere una decisione: basta che, in caso di provata violazione dell’articolo 22.4, non si limiti ad una multona che porterebbe benefici solo alle sue casse ma lascerebbe dietro di sé fastidiosi strascichi di polemiche e di sospetti.

Sapete come andrà a finire? Che la colpevole di tutto sarà la “sacrificabile” Pirelli.

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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