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Published on Aprile 17th, 2013 | by redazione

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F1: dal 2014 Long Beach al posto di Interlagos?

Il circuito di Interlagos che rischia di sparire dal panorama della F1.

Il circuito di Interlagos che rischia di sparire dal panorama della F1.

Non c’è pace per gli autodromi che hanno fatto la storia della Formula 1, ma che non riescono a star dietro alle richieste di “modernità” che il circus chiede e pretende.

In attesa di capire cosa accadrà al nostro GP d’Italia (Monza? Mugello?), nell’occhio del ciclone è finito il vecchio, disastrato, affascinante circuito brasiliano di Interlagos che i soliti bene informati danno ormai certo che quella del 2013 sarà l’ultima edizione del GP del Brasile sul tracciato paulista. Infatti, Bernie Ecclestone non avrebbe alcuna intenzione di dare un’ulteriore prorogai ai lavori di ristrutturazione chiesti da anni.

A questo punto è sceso in campo Fernando Haddad, neo sindaco di San Paolo, che ha bollato queste voci come “irresponsabili”. «Più di un mese fa – ha dichiarato Haddad all’agenzia di stampa locale Agencia Estado – ho inviato una lettera alla Fia impegnandomi personalmente a far sì che i lavori richiesti vengano effettuati». Per il sindaco, quindi, il GP rimarrà ad Interlagos.

Le convinzioni di Fernando Haddad dovrebbero essere meno granitiche dal momento che altre voci (autorevoli) danno Bernie Ecclestone in trattative per (ri)portare la F1 sullo stradale di Long Beach, il cui impegno con la F.Indy scadrà, guarda caso, l’anno prossimo.

Che si sia al di là delle indiscrezioni lo fa capire Zak Brown, capo della principale agenzia che cura il marketing della Formula 1:

La Ensign di Regazzoni dopo l'incidente al GP di Long Beach del 1980.

La Ensign di Clay Regazzoni dopo l’incidente al GP di Long Beach del 1980.

«E’ vero, c’è un gran parlare di un terzo GP negli Stati Uniti ed uno sono un sostenitore di un GP di Long Beach. Credo di poter facilitare l’operazione ed in questo senso ho già avuto delle conversazioni interessanti».

La sua Ensign uscì di pista al 51° giro a causa di un’avaria all’impianto frenante e si schiantò a 270 km/h contro la Brabham di Ricardo Zunino che era stata abbandonata dai commissari nella via di fuga dopo il ritiro dell’argentino. Le gravissime ferite che il pilota riportò alle gambe e alla spina dorsale lo resero per sempre paraplegico, e un successivo intervento risolutore ne peggiorò ulteriormente le condizioni.

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