Storia Rekordfahrten von Mercedes-Benz im Herbst 1936. Rudolf Caracciola erzielt mit dem Mercedes-Benz Zwölfzylinder-Stromlinien-Rekordwagen W 25 insgesamt fünf internationale Klassenrekorde und einen Weltrekord. Gefahren wird an zwei Tagen, am 26. Oktober und am 11. November 1936. ;

Record-breaking runs by Mercedes-Benz in autumn 1936. Driving the Mercedes-Benz 12-cylinder streamlined record-breaking car W 25, Rudolf Caracciola set a total of five international class records and one world record. The runs took place on two days, 26 October and 11 November 1936.;

Published on ottobre 19th, 2016 | by Bruno Brida

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Ottant’anni fa i record di velocità di Caracciola

Tentativi di record di velocità, con partenza da fermo o lanciata, erano parte integrante dei calendari sportivi annuali a partire dal 1934, quando fu introdotta la formula di gara Grand Prix da 750 chili.

La Mercedes W25 da record utilizzata da Rudolf Caracciola nel 1936.

La Mercedes W25 da record utilizzata da Rudolf Caracciola nel 1936 (foto Daimler-Benz).

Quei record di velocità erano una dimostrazione delle competenze tecnologiche raggiunte dalla varie Case ed avevano una grande risonanza presso il pubblico.

Nel 1936, l’anno delle Olimpiadi di Berlino, la Daimler-Benz (Mercedes) festeggiava i 50 anni di attività, che in pratica coincidevano con il mezzo secolo dell’automobile. Tradizionalmente impegnata nelle competizioni, nell’autunno di quel 1936 la Casa preparò una sensazione auto da record.

I tentativi – presentati negli inviti alla stampa come test di gomme – ebbero luogo il 26 ottobre sull’autostrada Francoforte – Heidelberg, quella che oggi è l’A5. Al contrario degli anni precedenti, quando i tentativi venivano effettuati con auto da corsa tradizionali, con carrozzeria modificata aerodinamicamente, Rudolf Caracciola, il campione chiamato per quella sessione autunnale, si trovò davanti ad una vettura completamente nuova progettata e costruita con il solo ed esclusivo compito di battere record mondiali.

Rudolf Caracciola (1901-1959, foto Daimler-Benz).

Rudolf Caracciola (1901-1959, foto Daimler-Benz).

La base comunque era la W25 Grand Prix (vettura lautamente “sponsorizzata” dal governo nazista per sancire la supremazia tedesca anche in campo automobilistico), ma la carrozzeria era decisamente aerodinamica che copriva quasi integralmente le quattro ruote, secondo un’intuizione di Josef Muller, un giovane e promettente tecnico, nata visitando la galleria del vento di Friedrichshafen della Zeppelin, la costruttrice di dirigibili.

Nel gennaio del 1935 Josef Muller scrisse un lungo e dettagliato memorandum destinato ai suoi capi che si concludeva con un suggerimento: per migliorare le prestazioni velocistiche era indispensabile che le ruote dei veicoli fossero integrate nella carrozzeria. Unica concessione al pilota, la scelta tra due differenti frangivento: curvo o piatto. Rudolf Caracciola scelse quello piatto, più tradizionale.

Aerodinamica a parte (che comprendeva anche quello che può essere considerato il primo fondo piatto della storia dell’automobilismo), altra innovazione presente sulla vettura era il 12 cilindri sovralimentato di 5.8 litri accreditato di una potenza iniziale di 616 CV. Si trattava di un valore davvero notevole specie in rapporto a quello della W25 di derivazione che montava un 8 cilindri di 4,74 litri da 494 CV. Il 12 cilindri per i record, siglato M 25 DAB, ne aveva quindi 122 in più. Due anni più tardi i tecnici della Mercedes riuscirono ad incrementare la potenza fino a 765 CV!

La partenza di Rudolf Caracciola per l'attacco ai record di velocità.

La partenza di Rudolf Caracciola per l’attacco ai record di velocità (foto Daimler-Benz).

26 ottobre 1936 fu il grande giorno. Dopo una serie infinita di controlli, con la stampa internazionale tenuta a distanza da quello strano veicolo, Rudolf Caracciola decise di forzare i tempi perché il bollettino trasmesso via radio dal servizio meteo della Luftwaffe prevedeva un rapido peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Si decise di tentare subito il record di velocità con partenza lanciata, con tratto cronometrato lungo un chilometro. Per regolamento, la velocità omologata era la media dei passaggi nelle direzioni opposte.

La media di Caracciola nel suo tentativo fu di 364,38 chilometri. Benché fosse il nuovo record della categoria, sia il pilota sia i responsabili della Mercedes si aspettavano qualcosa di più. La causa fu subito individuata: un’ammaccatura sulla leggerissima lamina di alluminio della carrozzeria, provocata probabilmente dal vento che spirava in senso contraria e che aveva peggiorato l’aerodinamica.

Sistemato il problema, Rudolf Caracciola si lanciò alla conquista di due nuovi record: 366,8 km/h di media sul miglio con partenza lanciata (ma nel passaggio di ritorno raggiunse i 372,102 orari), 333,4 km/h sulla distanza delle 10 miglia con partenza da fermo, 340,554 orari sui cinque chilometri con partenza lanciata (il record precedente era 312,419 km/h). Poi il temuto peggioramento del tempo mise fine alla giornata.

Non soddisfatti e probabilmente su sollecitazione di Berlino, i dirigenti Mercedes organizzarono una seconda per battere i record più impegnativi, quelle su distanze maggiori. La squadra tornò sul campo, ossia sull’autostrada Francoforte – Heidelberg, mercoledì 11 novembre. Nel frattempo la vettura aveva beneficiato di alcune modifiche alla trasmissione e alla carrozzeria.

Per il passaggio di “riscaldamento”  venne montato un cupolino chiuso tipo aereo da caccia, subito bocciato da Caracciola che optò anche questa volta per un semplice frangivento.

Il tratto chiuso dell’autostrada venne portato da 22 a 38 chilometri e a questo punto Rudolf Caracciola cominciò a sbriciolare i primati precedenti: 5 miglia con partenza lanciata 336,838 km/h (record precedente 291,035 orari); 10 chilometri con partenza lanciata 331,899 orari (in precedenza 288,612 km/h); 10 miglia con partenza lanciata 333,489 orari (in precedenza 285,451 orari).

Mercedes-Benz W25 Rekordwagen (1936)

Motore: tipo MD 25 DAB; 12 cilindri a V60° anteriore longitudinale, 4 valvole per cilindri, doppio albero a camme in testa; alesaggio e corsa 82 x 88 mm; cilindrata 55277 cc; rapporto di compressione 7,8:1; potenza 616 CV a 5800 giri/min. Trasmissione: trazione posteriore; cambio a quattro marce. Sospensioni: anteriori doppi bracci trasversali, molle elicoidali, ammortizzatori a frizione; posteriori a ponte rigido, ammortizzatore a balestra trasversale, ammortizzatori a frizione. Freni: a tamburo in lega leggera a comando idraulico. Corpo vettura: telaio tubolare e carrozzeria in alluminio; lunghezza 5360 mm (passo 2796 mm), larghezza 2100 mm, altezza 1250 mm; carreggiata ant./post. 1473/1412 mm; peso 1027 kg. Pneumatici: ant. 7.0 x 22; post. 7.0 x 22.

 

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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