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Published on settembre 3rd, 2016 | by Massimo Campi

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Scarfiotti, l’ultima vittoria italiana

Lodovico Scarfiotti trionfava a Monza nel Gran Premio d’Italia del 1966

Monza, 4 settembre 1966, è tutto pronto per il Gran Premio di Formula Uno sul tracciato brianzolo. La Ferrari, dopo il divorzio con John Surtees, è attesa ad una riscossa. Il divorzio con il “figlio del vento”  è stato abbastanza traumatico, accompagnato da una serie di polemiche  dopo l’ultima vittoria con la rossa a Spa. A Maranello manca una nuova vittoria, per dimostrare che le rosse sono vincenti anche senza il campione inglese che è andato sbattendo la porta e corre per la rivale Cooper motorizzata Maserati.

In testa al mondiale c’è “Black Jack” Brabham che ha centrato un poker di vittorie e si appresta a vincere il titolo mondiale, il primo con le vetture da tre litri, al volante della sua creatura.

Enzo Ferrari vuole una riscossa, la vuole sul tracciato di casa, dove una vittoria della rossa è sempre più importante, davanti al suo pubblico. Mauro Forghieri ha preparato i nuovi motori per le Ferrari 312, tre litri e 12 cilindri. Vincere il Gran Premio d’Italia è fondamentale “per un pilota e per un costruttore correre vincere a Monza e come per un tenore cantare ed ottenere il successo alla Scala!” sono le parole del Drake.

A Monza ci sono tutti gli ingredienti per una gara fantastica: il pubblico, stupendo, entusiasmante, quello delle grandi occasioni. Le macchine ed i piloti migliori: da Jim Clark con la sua Lotus-BRM, a Surtees con la Cooper, Graham Hill e Jackie Stewart con le nuove BRM P83 a 16 cilindri, Richie Ginther con la nuova bianca Honda RA273 a 12 cilindri, Dan Gurney con la sua nuova Eagle ed infine le rosse, quelle sempre più applaudite.

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Ben tre sono le monoposto ufficiali di Maranello, per Lodovico Scarfiotti, il cugino di Gianni Agnelli, Mike Parkes, il lungo pilota inglese che parla in modenese e per Lorenzo Bandini che sarà il protagonista delle prime fasi della gara fino a quando non viene tradito dalla rottura del tubo dell’alimentazione con il motore che si ammutolisce. C’è anche una quarta rossa, una vecchia 246 con il V6 di 2,4 litri prestata alla scuderia di Tim Parnell ed affidata a Giancarlo Baghetti.

Fermo Bandini è Scarfiotti a prendere le redini della corsa, tallonato da Mike Parkes, autore della pole position, che gli copre le spalle lasciando alla rossa del pilota italiano l’ambita vittoria. Dietro le due rosse arriva la Brabham di Denny Hulme, staccata di 6.1 secondi dal vincitore seguita dalla Cooper-Maserati di Jochen Rindt e dalla Lotus BRM di Mike Spence.

Il pubblico è in delirio, attendeva da 16 anni una vittoria di un pilota italiano, dopo quella di Alberto Ascari del 1952, anche lui su una Ferrari. Da quel 4 settembre è passato mezzo secolo, ed ancora il pubblico di Monza aspetta la bandiera tricolore sventolante sul gradino più alto del podio.

Per Lodovico Scarfiotti sarà la vittoria più bella della sua carriera, l’unica in Formula Uno, dove correrà solamente in 10 occasioni. La sua carriera finirà dopo due anni, l’8 giugno del 1968 quando perderà la vita in una uscita di strada  al volante di una Porsche 910 “Bergspyder” nella gara in salita del Roosfeld.

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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